Sport, cultura e innovazione in dialogo con l’Italia e il mondo
Era appena calato il sipario sui Giochi Olimpici – con lo sguardo già rivolto alle Paralimpiadi – quando abbiamo chiesto alla House of Switzerland Italia, la piattaforma nazionale di ospitalità e comunicazione in occasione di Milano Cortina 2026, di tracciare un primo bilancio delle attività svolte e delle opportunità generate per il Paese.
“Les Jeux… ne sont pas encore faits”, ma le somme sono già positive
Più di 90.000 visitatrici e visitatori nei primi 18 giorni di apertura: durante le Olimpiadi invernali di Milano Cortina, nel corso del mese di febbraio, la House of Switzerland Italia 2026 ha accolto atleti, fan e delegazioni ufficiali proponendo loro un angolo di Svizzera nel bel mezzo dei Giochi. Nelle sue tre sedi di Milano, Cortina d’Ampezzo e Bormio, il pubblico ha infatti risposto subito presente a questo momento di incontro capace di unire sport, cultura, innovazione e dialogo internazionale in una sola esperienza.
Lo sport si è confermato un linguaggio universale e un potente fattore di coesione, punto di partenza naturale per creare connessioni e favorire lo scambio. La cultura è diventata strumento di narrazione del Paese, valorizzandone identità, creatività e tradizioni. L’innovazione, infine, si è affermata come motore di uno sviluppo sostenibile, in particolare nel contesto dell’arco alpino, dove sfide e opportunità richiedono visione e collaborazione.
“La partecipazione del pubblico dimostra la forza di questo doppio racconto, sportivo e culturale”, spiega l’Ambasciatore Alexandre Edelmann, capo di Presenza Svizzera del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). “Al di là dei riferimenti alla tradizione, come la raclette o lo yodel, iniziative quali lo Sport-Tech Day dedicato alle tecnologie svizzere che stanno plasmando il futuro dello sport o una serie di concerti cantautoriali hanno permesso di mettere in luce una Svizzera aperta, moderna, multiculturale e audacemente creativa”. Un’offerta di oltre una decina di esposizioni e una cinquantina di eventi aperti gratuitamente a tutti, quella della House of Switzerland, che è stata stata pienamente sfruttata e si è riflessa anche in una copertura mediatica ampia e diversificata.
Un’eredità che va oltre i Giochi
“L’obiettivo è sempre stato quello di creare uno spazio di scambio capace di andare oltre l’evento sportivo e di lasciare un’eredità duratura nel percorso di Milano Cortina 2026. Questo impegno si è ulteriormente rafforzato nella vicina Italia, in seguito alla tragedia avvenuta a Crans-Montana all’inizio dell’anno”, prosegue Edelmann. Una missione che ogni “Casa Svizzera” – vetrina a 360 gradi sul Paese – ha interpretato nel proprio contesto, riunendo le molteplici dimensioni dei Giochi in un progetto unitario. Il filo conduttore, lo spirito alpino come fonte di ispirazione e forza vitale per lo sviluppo sostenibile delle Alpi, è stato declinato in atmosfere distinte ma complementari, capaci di coinvolgere pubblici diversi.
A Milano, nel cuore del Centro Svizzero, ha preso forma un giardino alpino: uno spazio immersivo in cui (ri)immaginare le Alpi e riscoprire, nel contesto urbano, la bellezza essenziale e la semplicità della natura. Le visite ufficiali del Presidente della Confederazione Guy Parmelin e dei Consiglieri federali Martin Pfister e Ignazio Cassis, insieme alla presenza della Presidente del Comitato Olimpico Internazionale Kirsty Coventry, hanno inoltre sottolineato la dimensione politica ed istituzionale della sede milanese.
A Cortina d’Ampezzo, l’esperienza si è tradotta in un accogliente chalet capace di raccontare l’ospitalità e lo stile svizzero in chiave autentica e contemporanea. E a Bormio, sotto la guida della Fondazione svizzera per l’aiuto allo sport (Stiftung Sporthilfe) e di Swiss Olympic, è stato allestito un presidio elvetico a margine di uno dei principali centri di competizione per la delegazione svizzera, rafforzando il legame tra sostegno allo sport e presenza sul territorio. Nonostante la distanza tra i diversi luoghi di gara, le numerose medaglie sono state celebrate in tutte le House of Switzerland, con o senza la presenza degli atleti e le atlete. I momenti di public viewing su grande schermo hanno in particolare restituito una dimensione autenticamente collettiva all’esperienza dei Giochi, riunendo svizzeri, italiani e pubblico internazionale in un’unica, condivisa emozione. Così, tra applausi, incontri e festeggiamenti spontanei, lo spirito olimpico ha risuonato con forza in tutte e tre le “Case”, trasformando ogni sede in un punto di riferimento vivo e partecipato.
Prossimità, collaborazione e prospettive durature
La partecipazione della Svizzera alla celebrazione italiana dei Giochi si inserisce in uno spirito di prossimità e collaborazione che riflette la profondità delle relazioni tra i due Paesi. “Attraverso le sue presenze e iniziative, la Svizzera non solo ha accompagnato un grande evento sportivo internazionale, ma ha anche consolidato una piattaforma di dialogo e visibilità capace di generare opportunità durature per tutti gli attori coinvolti”, conclude Alexandre Edelmann.
Questi spazi hanno svolto un ruolo strategico nella promozione degli interessi svizzeri in Italia – sul piano economico, favorendo contatti e partenariati; su quello diplomatico, rafforzando le relazioni istituzionali; e in ambito culturale, valorizzando identità, creatività e innovazione. In questo senso, l’impegno legato a Milano Cortina 2026 non rappresenta un punto d’arrivo, bensì un investimento nel futuro delle relazioni bilaterali e nello sviluppo condiviso dell’area alpina.
E il percorso non si è fermato qui: il lavoro è proseguito ai Giochi Paralimpici a Cortina d’Ampezzo dal 6 al 15 marzo, dove lo stesso impegno e la stessa energia hanno continuato ad accompagnare atleti e atlete, delegazioni e pubblico, rafforzando ulteriormente la presenza svizzera nel segno dell’inclusione.
