La Svizzera. Tensioni del presente, sfide del domani 10 Aprile 2026

SULLA LINEA DEL BERNINA, TRA EREDITÀ E FUTURO

A cura di Rappresentanza Ferrovia Retica Italia

Ci sono cambiamenti che rientrano nella normale evoluzione di un’azienda e altri che segnano la fine di un’epoca. Quello che stiamo vivendo in Ferrovia Retica appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Comunicare un cambiamento è sempre una sfida delicata, tanto più per un’azienda come la nostra, legata indissolubilmente al nome di Enrico Bernasconi, presente in Italia dapprima in qualità di rappresentante di tutte le ferrovie svizzere, e poi diventato il “Trenino rosso” per antonomasia. Oggi non sta cambiando solo un nome, sta evolvendo un’eredità che per 30 anni ha rappresentato “fisicamente” il ponte tra Italia e Svizzera. In questo viaggio di eccellenza, la visione di Enrico Bernasconi passa nelle mani di Matteo Zala, che assume la guida di Ferrovia Retica per scriverne il prossimo capitolo.

È il momento perfetto per un ricambio generazionale: Matteo sarà il futuro della presenza in Italia di Ferrovia Retica, e nel futuro dell’azienda c’è solo una parola: digitalizzazione.

Stiamo sviluppando nuove modalità di comunicazione digital e implementando piattaforme che andranno a semplificare le prenotazioni online, e risolvere problematiche di overbooking sulla tratta del Bernina. Questo sarà il primo grande progetto da gestire nei prossimi anni, oltre a promuovere tratte meno conosciute, come quella dell’Albula, che possano sgravare quella del Bernina, oramai la più famosa in tutta Italia. Il 2025 ha segnato per Ferrovia Retica un record di affluenza e di introiti. In particolare, la tratta del Bernina, patrimonio mondiale UNESCO, ha registrato numeri straordinari. A livello globale stimiamo circa un milione e 700mila passeggeri annui sulla linea, di cui circa 350mila provenienti dal mercato italiano attraverso canali diretti o indiretti. Un dato che fotografa una crescita impressionante: vent’anni fa l’Italia rappresentava una quota marginale rispetto ad altri mercati esteri; oggi è stabilmente tra i primi Paesi di riferimento. Il successo, tuttavia, porta con sé anche nuove responsabilità. Nel periodo natalizio 2025-2026 si sono toccati livelli estremi di affluenza, con difficoltà nella gestione dei flussi che hanno inevitabilmente inciso sulla percezione della qualità del servizio. È una realtà che affrontiamo con trasparenza senza ignorare il disappunto di chi non ha trovato posto o ha viaggiato in condizioni non ideali. Il prestigio costruito in decenni di lavoro merita di essere tutelato con determinazione.

Fino al 2030, in attesa dell’arrivo di nuovo materiale rotabile che consentirà di aumentare la capacità giornaliera dei convogli, la gestione dei flussi rimarrà una sfida centrale. Le nuove piattaforme intelligenti permetteranno di semplificare l’accesso alla prenotazione per i gruppi e migliorare la pianificazione interna, con l’obiettivo di ridurre le criticità e ristabilire un equilibrio tra domanda e qualità dell’esperienza. Parallelamente, lavoreremo con maggiore intensità sulla promozione di percorsi alternativi, capaci di valorizzare l’intera rete e distribuire in modo più armonico i visitatori.

Il 2026, in particolare, vedrà il lancio di un progetto a cui teniamo particolarmente: “Landwasserwelt”. Si tratta di un programma di viaggio integrato nella tratta dell’Albula, anche lei patrimonio mondiale UNESCO, che ruota attorno al celebre viadotto di Landwasser e alla regione circostante. L’idea è quella di trasformare il semplice transito in un’esperienza più ampia, invitando i viaggiatori a sostare, magari a pernottare, per scoprire il museo ferroviario di Bergün, viaggiare su treni storici in direzione Davos, percorrere sentieri panoramici, assaporare la cucina locale, visitare fattorie e utilizzare gli impianti di risalita anche nella stagione estiva. Un progetto che unisce mobilità, cultura, paesaggio ed economia locale, rafforzando il legame tra infrastruttura ferroviaria e territorio.

Accanto alla gestione dei flussi e allo sviluppo dell’offerta, rimane centrale il tema della sostenibilità. La Ferrovia Retica è da sempre un modello virtuoso di mobilità a basso impatto ambientale. L’energia utilizzata proviene in gran parte dall’acqua del Lago Bianco, trasformata in elettricità attraverso impianti idroelettrici locali. In un’epoca in cui la scelta della destinazione turistica è sempre più influenzata dal fattore sicurezza e dalla sensibilità ambientale, la nostra proposta si inserisce con coerenza in una visione di turismo responsabile e duraturo.

Il passaggio generazionale che stiamo vivendo non è una rottura con il passato, ma la sua naturale evoluzione. Abbiamo preparato il terreno con competenza e passione, in un’epoca che ha visto il passaggio dal fax alla digitalizzazione totale.

Oggi il lavoro richiede strumenti nuovi, dalla comunicazione sui social fino alle potenzialità dell’intelligenza artificiale, senza dimenticare l’importanza del cartaceo, che in Italia conserva ancora un valore significativo. Il prodotto, però, rimane lo stesso: un’esperienza ferroviaria capace di emozionare famiglie, giovani, senior, gruppi organizzati e viaggiatori individuali.

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