Intervista a Davide Damiani, PR & Sales Promotion Manager di Repower
Repower ha da poco pubblicato la sua decima edizione del White paper sulla mobilità sostenibile e i veicoli elettrici. Come avete visto evolvere il settore in questo lasso di tempo e quali sono le principali evidenze emerse dalla decima edizione?
Dieci anni corrispondono a un’era geologica per la mobilità elettrica. Il White paper sulla mobilità sostenibile di Repower è oggi il report per non addetti ai lavori più letto in Italia. Questa decima edizione è particolarmente importante perché oltre a scattare una fotografia di un settore che cambia molto velocemente, ha introdotto un’analisi condotta con YouGov per misurare il sentiment degli italiani rispetto alla mobilità elettrica – mi riferisco soprattutto alle quattro ruote – esplorando non solo le barriere percettive, ma anche il peso della geopolitica nelle scelte d’acquisto. Il documento è poi sviluppato in un format digitale, integrando in ogni capitolo una puntata del podcast di Repower, Rumors d’Ambiente.
Uno dei messaggi chiave di questo decimo White paper è “L’elettrico, da bandiera a opzione concreta”. Ne emerge un approccio molto “laico”: la mobilità elettrica non è più solo una bandiera ideologica o un impegno ambientale, in linea con gli obiettivi sfidanti della Commissione europea, ma un’opzione concreta da valutare con gli stessi canoni con cui si misurano le altre tecnologie.
Parliamo di un mercato che sta maturando. Nonostante il comparto automotive italiano stia vivendo una fase di contrazione, le immatricolazioni di veicoli elettrici hanno registrato una crescita del 48%. Sebbene i volumi rimangano contenuti rispetto al Nord Europa, la direzione appare tracciata: l’elettrico non sarà l’unica via, ma diventerà una componente fondamentale e strutturale di un ventaglio di opzioni di mobilità sempre più diversificato.
Il report non si limita alle quattro ruote. Il titolo è infatti “La mobilità sostenibile e i veicoli elettrici”, proprio con l’idea di abbracciare la sostenibilità a 360 gradi. L’azienda, operando anche come armatore, esplora le potenzialità della nautica elettrica e del cicloturismo, un settore che ha vissuto una crescita esponenziale, soprattutto durante il Covid, grazie alla percezione della pedalata assistita come attività sicura e inclusiva.
Accanto all’analisi di mercato, il White paper svolge anche una funzione educational cruciale attraverso il debunking dei falsi miti: ogni anno vengono selezionate e smontate cinque “leggende metropolitane” sulla mobilità elettrica, offrendo argomentazioni solide contro la disinformazione.
Sul piano internazionale, l’anno in corso segna il sorpasso storico della cinese BYD su Tesla nelle vendite europee, evidenziando una maturità produttiva che ormai prescinde dai sussidi statali e dal dumping economico.
Un altro tema centrale è l’evoluzione dell’auto in “batteria su ruote”. Grazie alla tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G), i veicoli elettrici possono interagire con il sistema elettrico nazionale e con gli impianti fotovoltaici domestici. Se un accumulatore domestico medio stocca 5 kWh, un’auto può arrivare a oltre 100 kWh, diventando un asset strategico per la stabilizzazione della rete. In questo scenario, il software supera l’hardware per importanza, gestendo la comunicazione tra veicoli e infrastrutture.
Il Premio Repower per l’Innovazione è giunto all’VIII edizione: cosa vi ha spinti a creare questo riconoscimento e come si è evoluto nel tempo?
Il Premio Repower, nato otto anni fa, ha vissuto una profonda evoluzione, anche grazie alla collaborazione con il Premio 2-0-3-1, la piattaforma d’innovazione più importante in Europa, all’interno della quale Repower seleziona le startup più promettenti su cui investire, non attraverso capitali, ma tramite un prezioso travaso di competenze. Questo approccio permette ai nuovi imprenditori di confrontarsi direttamente con le figure apicali di Repower, dal CFO ai consulenti legali e della comunicazione, creando una contaminazione sana e stimolante per l’azienda stessa.
Rispetto alle prime sei edizioni aperte a ogni settore, negli ultimi due anni il Premio ha scelto di focalizzarsi sul turismo, sia in una logica commerciale sia per la volontà di sostenere un settore dall’enorme potenziale ancora inespresso. Parallelamente, il Premio ha rafforzato il suo legame con il territorio: dopo la tappa pugliese a Ostuni, l’ultima edizione si è tenuta a Napoli, e si è conclusa con un evento serale e una giuria multidisciplinare per l’analisi dei progetti candidati dalle cinque startup finaliste. Il vincitore di questa edizione, la startup altoatesina TouristInfo.ai, ha sviluppato un bot su WhatsApp capace di personalizzare l’esperienza del viaggiatore in tempo reale, fornendo informazioni preziose come la posizione dei punti di ricarica per auto elettriche.
Attualmente, Repower sostiene lo sviluppo di questa realtà, affiancando al mentoring momenti di riflessione strategica, come i tavoli di lavoro organizzati nel complesso di Santa Chiara a Napoli, dove esperti e stakeholder si sono confrontati su temi cruciali come l’impatto dell’AI, la valorizzazione culturale del territorio e la creazione di infrastrutture condivise. I risultati di questo confronto saranno raccolti nel nuovo White paper “Innovazione e turismo” in uscita a maggio, uno strumento pensato per consolidare il posizionamento dell’azienda e aprire nuove opportunità in un mercato in continua evoluzione.
Quali settori secondo voi saranno protagonisti del prossimo grande salto in avanti?
Un trend consolidato è l’iper-personalizzazione nel turismo, che poi è il vero sinonimo di qualità. Stiamo andando verso un sistema dove i dati sono così integrati che l’idea stessa di reception sparirà. Immagina di arrivare in hotel e andare dritto in camera, dove trovi già il tuo caffè preferito o il posto per l’auto elettrica già prenotato. È tutto basato su un’analisi costante di quello che ci piace. L’Italia, tra l’altro, rimane ben posizionata nel mercato internazionale, e nel 2025 ha visto un aumento dei pernottamenti. C’è da dire che ci stiamo focalizzando sempre di più sul turista straniero rispetto a quello interno, anche per una questione di inflazione e costi. Sicuramente avere accesso a soluzioni innovative in campo tecnologico permetterà di intercettare nuove fasce di consumatori e tagliare gli sprechi. La tendenza è quella di fare vacanze “chirurgiche”, magari più brevi, ma studiate nel dettaglio, dove ogni momento è pianificato in profondità grazie alla gestione intelligente delle informazioni.
In questo scenario l’operatore elettrico deve sapersi ripensare, offrendo servizi su misura per le nuove esigenze del settore, come un ventaglio di opzioni per la mobilità sostenibile e dolce o delle soluzioni dedicate alla raccolta e analisi dei dati sulle performance energetiche, per massimizzare l’efficienza e ridurre così i consumi delle strutture.