di Fabio Bocchiola, Presidente di Swiss Chamber – Camera di Commercio Svizzera in Italia
La voiture a tué la ville.
La voiture doit sauver la ville.
(L’automobile ha ucciso la città. L’automobile deve salvare la città).
È una frase dell’architetto Le Corbusier che mi aveva colpito su un treno tra Milano e Zurigo. L’automobile è un prodotto di design tra i più diffusi globalmente e ha trasformato radicalmente le nostre città e il nostro modo di vivere. L’automobile è quindi un esempio molto esplicito di come il design non sia solo forma e tecnica, ma una forza che modella le società. Ripensare all’auto introduce un’idea potente: se il progetto ha creato un problema, trasformare il progetto può diventare la soluzione: la voiture doit sauver la ville.
Per continuare con l’esempio dell’automobile, immaginare città con auto non inquinanti, mobilità condivisa, città a misura d’uomo (o meglio di anziano e bambino), aumentare gli spazi pubblici, offre all’auto la possibilità di un protagonismo positivo per il benessere delle città. Questa lunga premessa mi permette di comprendere come il design possa diventare un importante strumento di maturazione della coscienza critica contro il populismo.
Il design non è solo estetica o progettazione di oggetti e servizi, ma un modo per far comprendere la complessità, ridurre le contrapposizioni e aumentare la percezione della realtà.
Nient’altro che l’esatto contrario di quanto si nutre il populismo: problemi complessi in slogan, contrapposizioni noi-loro, emozioni immediate, il tutto attraverso comunicazioni rapide, immagini forti e messaggi brevi, con una percezione della realtà frammentata e facilmente manipolabile.
Il design come farmaco, quindi, non è neutrale e può costruire consapevolezza, senso critico e maturità civile.
La voiture doit sauver la ville.