Di Stefano Fabbro, Avvocato, Managing Partner di L’Etude & Fabbro
La prossima entrata in vigore della legge federale svizzera sulla trasparenza delle persone giuridiche e sull’identificazione degli aventi economicamente diritto (LTPG, 26 settembre 2025) rafforza in modo significativo gli obblighi di identificazione degli aventi economicamente diritto (A.E.D.) relativi a partecipazioni detenute in Svizzera.
Non sarà più sufficiente sapere “chi c’è dietro” una società: occorrerà identificarlo, verificarlo, documentarlo e comunicarlo secondo regole uniformi. La riforma introduce un sistema che impone alle entità assoggettate di individuare le persone fisiche che esercitano il controllo ultimo sulle partecipazioni, con una soglia del 25% o più del capitale o dei diritti di voto. Le informazioni dovranno essere verificate, conservate e trasmesse a un futuro Registro federale della trasparenza.
Per holding e gruppi italiani con legami societari in Svizzera, l’impatto varia in base alla struttura. Le società italiane con succursale iscritta in Svizzera o con amministrazione effettiva nel territorio svizzero rientrano nel campo di applicazione della LTPG. Gli obblighi diventano analoghi a quelli delle società di diritto svizzero: identificazione puntuale degli A.E.D. e aggiornamento costante dei dati.
Diverso è il caso delle holding italiane che detengono partecipazioni in società svizzere senza una propria presenza locale. In tal caso l’obbligo di annuncio grava sulla società svizzera partecipata, che dovrà ricostruire l’intera catena di controllo fino alle persone fisiche finali.
Ne deriva che anche la holding italiana, specie se inserita in strutture articolate, dovrà fornire informazioni complete e tempestive.
Il regime sanzionatorio prevede sanzioni pecuniarie in caso di violazioni intenzionali degli obblighi di collaborazione e comunicazione (fino a CHF 500.000). In un contesto di controlli antiriciclaggio più intensi, eventuali incoerenze tra assetti societari, dati AML (Anti Money-Laundering) e governance possono generare richieste di chiarimenti, rallentamenti operativi e maggiore pressione documentale.
Per questo la compliance non è più un adempimento “a valle”, ma un’attività da impostare in modo preventivo: l’allineamento tra informazioni societarie, governance e dati antiriciclaggio diventa uno strumento di gestione del rischio e, per i gruppi internazionali, un tema strategico. In un quadro normativo in continua evoluzione, la gestione della trasparenza societaria richiede un approccio coordinato tra ordinamenti. In questo contesto opera l’Italian Desk dello studio legale L’Etude & Fabbro, attivo a Fribourg, Genève, Lausanne e Lugano. Con esperienza consolidata nelle relazioni giuridiche tra Svizzera e Italia, il team assiste imprese e investitori nei processi di internazionalizzazione, nelle operazioni societarie e nei profili di governance e compliance.
L’Etude & Fabbro fa parte, da molti anni, del pool of expert di Swiss Chamber – Camera di Commercio Svizzera in Italia, contribuendo con competenze specialistiche in ambito societario e transfrontaliero.
Grazie a una rete strutturata di partner in Italia e a livello internazionale, lo studio offre un accompagnamento coordinato orientato alla sicurezza giuridica, con l’obiettivo di semplificare la complessità normativa nelle iniziative svizzere e transfrontaliere.