Intervista a Michael O. Hengartner, Presidente del Consiglio di Fondazione dei Politecnici Federali
Qual è il ruolo della formazione universitaria nel creare un ecosistema favorevole all’innovazione e alle start-up?
Svolge un ruolo importante perché forma gli specialisti. Nel nostro caso, nel settore dei PF – Politecnici Federali, si tratta di ingegneri e specialisti nei più svariati settori tecnologici. Essi trasferiscono le conoscenze acquisite nei PF all’economia, creando così innovazioni. Spesso fondano anche start-up. Nel settore dei PF promuoviamo fortemente questo spirito imprenditoriale. Ogni anno nascono oltre 50 start-up dal settore dei PF. In questo contesto sono importanti anche reti come la Camera di Commercio Svizzera in Italia. Ciò richiede un forte cluster regionale. Proprio nel campo delle scienze dei dati, con il CSCS – Swiss National Supercomputing Centre di Lugano abbiamo un attore fortemente interconnesso nella parte italofona della Svizzera.
Quali sono gli ingredienti chiave affinché la ricerca si trasformi in soluzioni pratiche e applicabili sul mercato e in start-up scalabili? Dove vede oggi i maggiori colli di bottiglia?
Poiché i ricercatori sono spesso lontani dall’analisi di mercato, quest’ultima deve essere al centro dell’attenzione, insieme alla buona idea imprenditoriale. La ricerca nel settore dei PF è spesso molto orientata all’applicazione, poiché esiste una forte collaborazione con l’industria. È importante anche dotarla di know-how imprenditoriale. A tal fine offriamo ai nostri spin-off corsi e consulenze, ad esempio presso l’ETH – Politecnico Federale di Zurigo. La consulenza comprende anche il supporto in materia di proprietà intellettuale e di tutela dei brevetti. Ritengo che la sfida più grande sia soprattutto il finanziamento. Nelle fasi iniziali siamo relativamente ben posizionati in Svizzera, ma per i round di finanziamento successivi, più consistenti, spesso in Svizzera manca il capitale. Qui servono buone idee. Come possiamo convincere, ad esempio, i nostri fondi pensione a investire maggiormente anche nelle start-up? Quali condizioni quadro sarebbero necessarie per rendere più attraente l’insediamento o l’attività delle società di venture capital in Svizzera?
Nelle start-up e nelle iniziative imprenditoriali il fallimento è parte del percorso. Come si può integrare questa idea nei percorsi universitari, dove storicamente si premia solo l’eccellenza “senza errori”?
In effetti, in Svizzera non siamo molto bravi a vedere il lato positivo del fallimento e spesso agiamo con troppa paura. Ma la ricerca universitaria è in realtà un’attività ideale per imparare ad affrontare il fallimento. La maggior parte dei nostri esperimenti fallisce: così si impara rapidamente che non tutto funziona sempre al primo colpo, ma che si può imparare dai propri errori e che, con perseveranza e creatività, nonostante le numerose battute d’arresto, alla fine si può raggiungere l’obiettivo. Penso che anche l’atteggiamento nei confronti dell’imprenditorialità abbia subito un forte sviluppo positivo negli ultimi anni. Le numerose start-up che ogni anno nascono dall’ETH sono esempi visibili e positivi del fatto che il successo non è mai garantito, ma che spesso vale la pena scommettere su una nuova idea.
Quali trend innovativi emergeranno nei prossimi anni e offriranno le maggiori opportunità di crescita per start-up e imprese?
L’intelligenza artificiale continuerà a permeare tutti i settori, dalla medicina personalizzata alla produzione intelligente fino ai sistemi autonomi. Le soluzioni che utilizzano l’intelligenza artificiale in modo responsabile, trasparente ed efficiente continuano ad essere molto richieste. Inoltre, le innovazioni rispettose del clima come le energie rinnovabili, lo stoccaggio di energia o i materiali sostenibili sono un tema importante. In una società che invecchia, anche il settore sanitario riveste un ruolo fondamentale. Il settore spaziale ha un grande potenziale in Svizzera e le soluzioni innovative in materia di mobilità e infrastrutture sono sempre molto richieste. Infine, purtroppo, a causa degli sviluppi geopolitici, il settore della sicurezza è destinato a crescere in modo massiccio. Come potete vedere, c’è ancora molto da fare!