Di Nicola Felder, Console Generale Aggiunto, Consolato Generale di Svizzera a Milano
Dal Consolato Generale di Svizzera a Milano osserviamo una realtà che si fa ogni giorno più evidente: arte, cultura, ricerca e innovazione non sono un complemento alle nostre attività diplomatiche, né un ornamento da esibire nelle occasioni ufficiali. Sono parte essenziale del nostro lavoro quotidiano. Costituiscono il tessuto stesso attraverso cui costruiamo relazioni autentiche e durature.
Il mondo che abitiamo è attraversato da tensioni profonde, da divisioni che sembrano moltiplicarsi. In questo contesto, spesso dominato dalla sfiducia e dalla polarizzazione, la cultura e l’arte svolgono una funzione che completa e arricchisce l’azione diplomatica tradizionale. Aprono spazi dove la fiducia può rigenerarsi, dove persone provenienti da esperienze diverse – istituzioni, società civile, mondo accademico, imprese – possono incontrarsi, parlarsi e, soprattutto, immaginare insieme.
L’instabilità come opportunità
Le tensioni del nostro tempo non devono paralizzarci. Al contrario: rendono ancora più urgente la necessità di creare luoghi di dialogo dove l’instabilità possa trasformarsi in confronto costruttivo, dove l’incertezza possa diventare occasione di incontro e sperimentazione. Quando parliamo di innovazione, intendiamo un ripensamento più ampio che abbraccia la sostenibilità ambientale, la coesione sociale e la responsabilità verso chi verrà dopo di noi.
Arte, cultura e innovazione sono spazi di libertà dove le differenze non dividono ma arricchiscono, dove si possono costruire ponti che non sono gesti simbolici, ma relazioni concrete che durano nel tempo e producono effetti tangibili nella vita delle persone e delle comunità.
L’esperienza sul campo
I progetti culturali che abbiamo promosso, le collaborazioni scientifiche che abbiamo facilitato, le iniziative artistiche che abbiamo sostenuto, hanno aperto le porte a legami fondati sulla fiducia reciproca e sulla conoscenza condivisa. Investire in questa direzione può significare anche pensare alle generazioni future: dare a chi verrà gli strumenti per pensare criticamente, confrontarsi con l’altro, dialogare attraverso le differenze.
Tre esempi concreti illustrano questo approccio. In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, insieme al Comune di Milano e al Teatro Parenti abbiamo dato rilievo a “Prima Facie”, opera portata in scena dalla Compagnia Finzi Pasca di Lugano: il teatro è diventato spazio pubblico dove arte, istituzioni e cittadini dialogano su un tema cruciale per la nostra società.
Con MEET Digital Culture Center abbiamo presentato “Other Intelligences”, mostra prodotta da HEK di Basilea: l’arte è diventata laboratorio per esplorare forme diverse di intelligenza e interrogarci sul futuro che stiamo costruendo.
Con Fondazione Giannino Bassetti abbiamo avviato un dialogo che porterà il Consolato a partecipare alla Schola: una piattaforma di discussione e progettazione promossa dalla Fondazione che riunisce università, corpi intermedi, realtà culturali e imprenditori per affrontare insieme le sfide dell’innovazione responsabile. In tutti questi casi, cultura e innovazione hanno creato un contesto di dialogo autentico e visioni condivise. Non intrattenimento, dunque, ma costruzione di senso comune.
Una diplomazia dell’ascolto
Questa è la diplomazia culturale che pratichiamo. Una diplomazia fondata sull’ascolto prima che sulla parola, sulla connessione prima che sulla promozione. Una diplomazia che riconosce nella cultura uno strumento privilegiato per comprendere il cambiamento in atto e orientarlo verso direzioni più umane. Questo modo di pensare affonda le radici nella storia stessa della Confederazione. La Svizzera ha costruito la propria identità sull’incontro quotidiano tra lingue, culture e confessioni diverse.
Il dialogo, l’ascolto reciproco e la mediazione non sono una scelta tattica: sono il nostro modo di stare nel mondo, la cifra distintiva del nostro contributo alla comunità internazionale.
Palazzo Trevisan: uno spazio per il futuro
È in questa continuità storica e valoriale che nasce PALAZZO TREVISAN, nuova piattaforma del Dipartimento federale degli affari esteri dedicata a promuovere dialoghi su arte, cultura, ricerca e innovazione per la sostenibilità. Uno spazio di ascolto e creazione che riunisce istituzioni, società civile, mondo accademico e aziende svizzere per dialogare con il contesto veneziano e immaginare il futuro. L’espressione concreta di una diplomazia che mette la cultura al centro, riconoscendole il ruolo di fondamento, non di contorno.