La Svizzera. Nuovi orizzonti: percorsi di innovazione e sostenibilità tra Svizzera e Italia 11 Aprile 2024

IMPORTANTI MARGINI DI CRESCITA PER INDUSTRIA E INVESTIMENTI

Intervista ad Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy

Ministro, come definirebbe il legame tra la Svizzera e l’Italia in termini non solo economici ma anche sociali e politici?

“Italia e Svizzera hanno da sempre uno strettissimo legame culturale, storico ed economico. L’italiano è una delle lingue ufficiali della Svizzera, che negli anni ha accolto e integrato tantissimi italiani provenienti da ogni regione, che hanno contribuito anche allo sviluppo del Paese. A questi si aggiungono i frontalieri, che ogni giorno attraversano il confine con la Lombardia.

Sul piano politico i nostri Stati hanno una piena comunanza di valori; ricordo che la Svizzera salvò tanti ebrei italiani in fuga dall’orrore delle leggi razziali e molti dissidenti del fascismo. La nostra vicinanza è ancor più rafforzata dall’attuale assetto geoeconomico e le sfide poste dalle potenze emergenti ci fanno sentire ancor più vicini, come abbiamo visto in occasione delle sanzioni alla Russia. Nonostante la Svizzera non faccia parte dell’Unione Europea, ne è un partner fondamentale, e l’Italia è il suo naturale sbocco al mare. Non a caso una delle più grandi realtà dello shipping mondiale, la napoletana MSC, ha il suo quartier generale in Svizzera.

La solidità e la forza dei rapporti economici derivano dalla complementarietà tra le due economie, con importanti margini di cre- scita sia per quanto riguarda l’interscambio che la collaborazione industriale e gli investimenti. Siamo i terzi fornitori della Svizzera, con una quota di mercato di quasi 8% e il quarto destinatario dell’export svizzero, che ha una quota di mercato del 6,5% in Italia. L’interscambio ha registrato 48.463 milioni di euro nel 2023, con un saldo storicamente negativo per l’Italia.”

Quali, nello specifico, i settori in cui si osserva maggior grado di collaborazione?

“Le esportazioni italiane verso la Svizzera sono molto diversificate: vanno da prodotti dell’oreficeria, ai lavori in pelle e cuoio, prodotti farmaceutici, macchinari, calzature, abbigliamento, fino agli apparecchi elettrici e i filati a maglia. Le importazioni italiane, invece, includono principalmente prodotti dell’oreficeria, chimici organici e farmaceutici.

Sul versante degli investimenti, la Confederazione si conferma uno dei partner più importanti per il nostro Paese. Lo stock di IDE netti complessivo nel 2022 è stato di oltre 50 miliardi di euro, con interessanti dinamiche specie nei settori innovativi e ad alto contenuto tecnologico. Sono oltre mille le aziende italiane in Svizzera, capaci di dare lavoro a 22.000 addetti per un fatturato di 15 miliardi di euro annui.”

Quanto impattano i criteri di sostenibilità sulla crescita economica del Paese? In tal senso, quali le iniziative e i progetti in programma promossi dal Ministero?

“L’agenda dell’Unione Europea per la transizione energetica mira a ridurre del 55% le emissioni nocive entro il 2030 e raggiun- gere zero emissioni entro il 2050. A livello UE stiamo ribadendo in tutte le sedi l’importanza di consentire alle nostre imprese di cogliere le opportunità che derivano da questa rivoluzione nei tempi giusti, senza approcci ideologici pericolosi per la competitività. Le misure sono molteplici per sostenere le imprese nella revisione digitale e ambientale dei processi produttivi, cer- cando al contempo di offrire strumenti di formazione a tutela dell’occupazione.

Attualmente nell’ambito di rinegoziazione del RepowerEU, abbiamo approvato il Piano Transizione 5.0, che assegna 6,3 miliardi per supportare e incentivare il tessuto produttivo nella transizione energetica. Saranno inclusi anche gli investimenti in formazione fino a un massimo del 10% dell’investimento agevolabile. Il nuovo Piano rappresenta un’evoluzione e un potenziamento del pia- no Transizione 4.0 – che resterà comunque in vigore fino al 2025 – nel quale le imprese hanno a disposizione ulteriori 6,4 miliardi da investire in digitalizzazione.”

Quali le priorità individuate per il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi? E che ruolo gioca la sostenibilità in questo contesto?

“Stiamo lavorando per consolidare la collaborazione scientifica e tecnologica tra i nostri Paesi attraverso la stipula di un Pro- tocollo Esecutivo, che avrà l’obiettivo di promuovere la sinergia tra le istituzioni accademiche italiane e svizzere, focalizzandosi su settori non inclusi nei programmi dell’Unione Europea.

Importante è anche il programma europeo di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Svizzera 2021-2027, che contribuisce agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e affronta esigenze comuni ai due lati della nostra frontiera, promuovendo la competitività e rafforzando la coesione economica e sociale.

Tra i temi prioritari, infine, rientrano l’innovazione tecnologica, la tutela dell’ambiente e del patrimonio naturale delle aree alpine e prealpine, il miglioramento della mobilità, la promozione dell’inclusione sociale e del turismo, nonché l’ottimizzazione dell’effi- cienza dell’amministrazione pubblica.”

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