{"id":15156,"date":"2023-02-17T17:09:47","date_gmt":"2023-02-17T16:09:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.swisschamber.it\/pubblicazioni\/rivista-la-svizzera-numero-1-2017\/intervista-a-mario-gattiker\/"},"modified":"2023-02-17T17:09:47","modified_gmt":"2023-02-17T16:09:47","slug":"intervista-a-mario-gattiker","status":"publish","type":"pubblicazioni","link":"https:\/\/www.swisschamber.it\/en\/pubblicazioni\/rivista-la-svizzera-numero-1-2017\/intervista-a-mario-gattiker\/","title":{"rendered":"Intervista a Mario Gattiker"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Intervista al Segretario di Stato Mario Gattiker, Segreteria di Stato della Migrazione (SEM)<\/h2>\n\n<p>Il fenomeno epocale della migrazione richiede una visione solidale e responsabile. L\u2019approccio svizzero.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"476\" height=\"425\" src=\"https:\/\/www.swisschamber.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Gattiker.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-406\" srcset=\"https:\/\/www.swisschamber.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Gattiker.jpg 476w, https:\/\/www.swisschamber.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Gattiker-300x268.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 476px) 100vw, 476px\" \/><figcaption>Mario Gattiker*<\/figcaption><\/figure>\n\n<p><strong>Signor Segretario di Stato, innanzitutto la ringraziamo per la sua disponibilit\u00e0. Di quali risorse personali e di bilancio dispone la Segreteria di Stato per la migrazione SEM?<\/strong><br\/>La SEM fa parte del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e dispone di circa 1.100 collaboratori. Nell\u2019esercizio 2016 le spese ammontarono a circa 1,8 miliardi di franchi svizzeri.<\/p>\n\n<p>I<strong>n quale campo di attivit\u00e0 della SEM si registrano le maggiori spese?<\/strong>&#13;\nIl mandato della SEM si basa sulla Legge federale sugli stranieri e sulla Legge federale sull\u2019asilo. Di conseguenza \u00e8 responsabile per l\u2019ingresso e la permanenza di persone straniere e della loro integrazione e cittadinanza, come pure della protezione di perseguitati. L\u201980% delle spese citate riguardano il contesto della concessione d\u2019asilo, in particolare la compensazione delle spese di assistenza sociale ai richiedenti asilo, ai titolari di autorizzazioni provvisorie e di profughi, che spettano ai cantoni.<\/p>\n\n<p><strong>Quale \u00e8 stata la maggiore sfida per la SEM nel 2016 dal punto di vista umanitario, sociale ed economico?<\/strong><\/p>\n\n<p><em>Dal punto di vista umanitario<\/em>&#13;\nA livello mondiale, 65 milioni di persone sono in fuga; dalla seconda guerra mondiale il numero di profughi non \u00e8 mai stata cos\u00ec elevato. Solo in Siria sono state scacciate\u00a0 11 milioni di persone. La Svizzera si impegna in favore di queste persone a svariati livelli, sia attraverso un aiuto in loco o tramite l\u2019accettazione di profughi particolarmente vulnerabili nell\u2019ambito del programma svizzero di riallocazione. Inoltre, in considerazione della crisi umanitaria in Siria il Consiglio federale ha deciso di investire oltre 250 milioni di franchi svizzeri in aiuti in loco e di concedere una protezione temporanea in Svizzera a oltre 7.500 persone.<\/p>\n\n<p><em>Dal punto di vista sociale<\/em>&#13;\nUna grande sfida per la SEM \u00e8 costituita dalla rapida integrazione di persone con un prevedibile soggiorno di lunga scadenza in Svizzera. Negli scorsi anni l\u2019attivit\u00e0 della SEM si \u00e8 focalizzata soprattutto sull\u2019integrazione professionale e sociale dei profughi.<\/p>\n\n<p><em>Dal punto di vista economico<\/em>&#13;\nIl 9 febbraio 2014 il popolo e i cantoni hanno approvato un nuovo articolo della costituzione sull\u2019immigrazione che prevede che la Svizzera regoli l\u2019immigrazione tramite contingenti massimi e priorit\u00e0 per residenti. L\u2019attuazione di questo mandato costituzionale prevede una ri-negoziazione dell\u2019Accordo di libera circolazione delle persone (ALC). Di conseguenza, dal febbraio 2015 abbiamo condotto intense conversazioni con l\u2019UE su questo problema. Tuttavia, dopo Brexit \u00e8 risultato evidente che per la Svizzera non era pi\u00f9 possibile acquisire una soluzione negoziale soddisfacente. A fine dicembre 2016 il Parlamento si \u00e8 espresso in favore di una soluzione conforme all\u2019ALC. Cos\u00ec \u00e8 stato possibile firmare anche il cosiddetto \u201cProtocollo Croazia\u201d (estensione dell\u2019ALC alla Croazia, paese membro dell\u2019UE) e ratificarlo a fine 2016. Di conseguenza si \u00e8 potuta mantenere la tanto importante collaborazione di ricerca con l\u2019UE, vincolata al protocollo Croazia. Per l\u2019industria si tratta di un fatto positivo relativo alla sicurezza del diritto.<\/p>\n\n<p><strong>Quali sono gli obiettivi concreti della SEM\u00a0 per l\u2019anno in corso?<\/strong>&#13;\nIn data 5 giugno 2016 le elettrici e gli elettori svizzeri hanno approvato la revisione della legge per l\u2019accelerazione dei procedimenti di concessione d\u2019asilo con una maggioranza del 66,8%. Attualmente stiamo procedendo all\u2019attuazione di tale revisione. Da un lato il procedimento deve essere accelerato; d\u2019altro canto bisogna assicurarsi che la protezione legale dei richiedenti asilo rimanga garantita. L\u2019applicazione del nuovo sistema avverr\u00e0 nel 2019. Attualmente ci troviamo, come si suol dire, in dirittura d\u2019arrivo.<\/p>\n\n<p><strong>Corrisponde a verit\u00e0 che il numero di richiedenti asilo senza prospettive di accoglienza \u00e8 in crescita a livello europeo?<\/strong>&#13;\nNo, almeno per la Svizzera non \u00e8 il caso. Avviene persino il contrario: la quota protetta, cio\u00e8 la quota dei richiedenti asilo che ricevono protezione \u00e8 costantemente salita nel corso degli anni. Tra il 2005 e il 2016 la quota protetta \u00e8 salita da 36% a 49%. Ci\u00f2 vale anche per la quota di approvazione, cio\u00e8 la quota di concessione d\u2019asilo per profughi accertati: nello stesso periodo si \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata (da 12,4% a 25,2%).<\/p>\n\n<p><strong>Quale \u00e8 l\u2019approccio della Svizzera\u00a0 nei confronti di richiedenti asilo\u00a0 che non ne posseggono i requisiti?<\/strong>&#13;\nLa SEM effettua i procedimenti concernenti l\u2019asilo con rapidit\u00e0 e rispettando il diritto internazionale, perseguendo con la sua politica d\u2019asilo un chiaro obiettivo: persone che necessitano di protezione devono poterla ricevere in Svizzera; persone che non necessitano di protezione devono lasciare la Svizzera rapidamente. In casi relativi agli accordi di Dublino l\u2019espulsione avviene verso il paese europeo competente. Onde favorire il ritorno volontario verso il paese d\u2019origine, la Svizzera offre un aiuto concreto. Per facilitare i rientri la Svizzera ha concluso accordi di rimpatrio con circa 50 stati.<\/p>\n\n<p><strong>Lei ritiene che le attivit\u00e0 di supporto allo sviluppo possono arginare la migrazione\u00a0 in fuga verso l\u2019Europa?&#13;\n<\/strong>Il supporto allo sviluppo ha ovviamente l\u2019obiettivo fondamentale di combattere la povert\u00e0. Oltre a guerre, conflitti e in misura crescente fattori ambientali la povert\u00e0 \u00e8 un fattore determinante per la migrazione. La sfida consister\u00e0 nel collegare ancor pi\u00f9 significativamente (dove \u00e8 necessario e plausibile) il supporto allo sviluppo al tema della migrazione, senza peraltro strumentalizzarli. Del resto, questo \u00e8 anche la missione conferita dal parlamento.<\/p>\n\n<p><strong>Vi sono in proposito concreti sforzi da parte della Svizzera a livello internazionale?<\/strong>&#13;\nA titolo di esempio, la Svizzera partecipa al finanziamento dell\u2019European Emergency Trust Fund, per aggredire le cause della migrazione in Africa. Si tratta di un\u2019iniziativa importante, perch\u00e9 ha messo in moto un importante processo di collaborazione sulla migrazione tra stati europei e africani. Del resto, con il suo concetto delle partnership sulla migrazione la Svizzera persegue gi\u00e0 da diversi anni l\u2019approccio del partenariato nella politica estera sulla migrazione. In questo contesto la SEM collabora strettamente con la Segreteria di Stato per l\u2019economia e con il Dipartimento federale degli affari esteri.<\/p>\n\n<p><strong>Come si attiva la Svizzera per l\u2019integrazione economica delle persone che vi hanno trovato rifugio?<\/strong>&#13;\n\u00c8 importante che al pi\u00f9 presto possibile vengano presi provvedimenti per favorire l\u2019apprendimento della nostra lingua. Si tratta di una premessa importante affinch\u00e9 l\u2019integrazione professionale abbia successo in tempi brevi. Perci\u00f2 collaboriamo strettamente con operatori della formazione professionale, come per esempio nell\u2019ambito del programma-pilota \u201cFormazione preliminare per l\u2019integrazione\u201d, che sar\u00e0 lanciato nel 2018, affinch\u00e9 il maggior numero possibile di persone nell\u2019ambito dell\u2019asilo possa essere preparato all\u2019inizio di una formazione professionale.&#13;\nDi grande rilevanza \u00e8 altres\u00ec il rapporto con i datori di lavoro. Per questa ragione dal 2012 svolgiamo un dialogo d\u2019integrazione con rappresentanti dell\u2019economia. Da questo dialogo sono gi\u00e0 scaturiti diversi progetti.<\/p>\n\n<p><strong>L\u2019Italia \u00e8 particolarmente colpita dalla migrazione verso l\u2019Europa.&#13;\nUna corretta e solidale ripartizione degli oneri tra gli stati del trattato di Dublino\u00a0 \u00e8 perci\u00f2 di vitale interesse per l\u2019Italia.&#13;\nQuale \u00e8 il contributo della Svizzera alla corretta ripartizione degli oneri?&#13;\n<\/strong>Nel contesto della migrazione l\u2019Italia \u00e8 un partner particolarmente importante per la Svizzera. Ci rendiamo perfettamente conto delle grandi sfide che l\u2019Italia deve affrontare \u2013 anche solo per la sua posizione geografica. Nel corso dell\u2019ultimo anno l\u2019Italia ha fatto moltissimo nell\u2019ambito della concessione d\u2019asilo e della migrazione. Non possiamo ribadirlo abbastanza e io stesso lo sottolineo ripetutamente qui in Svizzera. Proprio perch\u00e9 l\u2019Italia adempie ai propri doveri derivanti dalla collaborazione a livello Dublino, noi riteniamo che anche gli altri stati nell\u2019ambito Dublino dovrebbero dimostrare la propria solidariet\u00e0. La Svizzera lo fa: a breve termine, accogliendo in Svizzera 900 richiedenti asilo sino a settembre 2017, nel contesto\u00a0 del programma di riallocazione dell\u2019UE.\u00a0 E a medio termine impegnandosi con altri stati dell\u2019accordo di Dublino per una pi\u00f9 giusta ripartizione a livello europeo della responsabilit\u00e0 per i richiedenti asilo.<\/p>\n\n<p><strong>Nella sua giovent\u00f9 lei si \u00e8 occupato della cosiddetta psichiatria democratica e ha partecipato come volontario ad alcuni progetti concernenti questa straordinaria visione del prof. Basaglia. Che cosa le \u00e8 rimasto\u00a0 di questa esperienza in Italia?<\/strong>&#13;\nL\u2019obiettivo della riforma della psichiatria in Italia \u00e8 stata l\u2019integrazione nella societ\u00e0, per quanto possibile, di persone con malattie psichiche, invece di rinserrarle, escludendole, in strutture chiuse. Il modello del prof. Basaglia ha avuto successo e oggi fa parte dello standard clinico. Integrazione invece\u00a0 di esclusione: questo \u00e8 un pensiero-guida tuttora giusto e attuale, per esempio riguardo al nostro modo di porci nei confronti delle minoranze.<\/p>\n\n<p>*<em>Mario Gattiker nato nel 1956 e laureato in diritto, dal 1984 al 2000 fu attivo in diverse fondazioni e istituzioni di soccorso svizzere. Assunse nel 2001 la direzione della Segreteria della Commissione federale degli stranieri. Nel 2003 fu nominato vicedirettore dell\u2019Ufficio federale dell\u2019immigrazione, dell\u2019integrazione e dell\u2019emigrazione e capodivisione Integrazione e cittadinanza. Dal 2005 alla testa dell\u2019Ambito direzionale Lavoro, integrazione e cittadinanza dell\u2019Ufficio federale della migrazione, dal febbraio 2012 diresse l\u2019Ufficio federale della migrazione e dal 2015 \u00e8 Segretario di Stato della nuova Segreteria di Stato della migrazione (SEM).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista al Segretario di Stato Mario Gattiker, Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) Il fenomeno epocale della migrazione richiede una visione solidale e responsabile. L\u2019approccio svizzero. Signor Segretario di Stato, innanzitutto la ringraziamo per la sua disponibilit\u00e0. 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