{"id":15120,"date":"2023-02-17T16:45:16","date_gmt":"2023-02-17T15:45:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.swisschamber.it\/pubblicazioni\/rivista-la-svizzera-numero-2-2018\/intervista-a-johann-schneider-ammann\/"},"modified":"2023-02-17T16:45:16","modified_gmt":"2023-02-17T15:45:16","slug":"intervista-a-johann-schneider-ammann","status":"publish","type":"pubblicazioni","link":"https:\/\/www.swisschamber.it\/en\/pubblicazioni\/rivista-la-svizzera-numero-2-2018\/intervista-a-johann-schneider-ammann\/","title":{"rendered":"Intervista a Johann Schneider-Ammann"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le relazioni economiche tra Svizzera e Italia non possono esser messe a rischio<\/h2>\n\n<p>A colloquio con il consigliere federale Johann Schneider-Ammann, capo del Dipartimento dell\u2019economia, della formazione e della ricerca.\u00a0<em>Intervista a cura di Lino Terlizzi<\/em><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-medium\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"296\" src=\"https:\/\/www.swisschamber.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Johann-Schneider-Ammann-300x296.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-220\" srcset=\"https:\/\/www.swisschamber.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Johann-Schneider-Ammann-300x296.jpg 300w, https:\/\/www.swisschamber.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Johann-Schneider-Ammann.jpg 565w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption>Johann Schneider-Ammann*<\/figcaption><\/figure>\n\n<p><strong>L\u2019economia elvetica in questi anni ha tenuto meglio di quelle di altri Paesi sviluppati, contraddicendo le previsioni negative fatte sia in Svizzera che all\u2019estero. Ora si sta riaprendo nuovamente il dibattito: c\u2019\u00e8 chi afferma che la crescita economica elvetica mostrer\u00e0 segnali di netta frenata nella prossima fase e chi invece prevede che continuer\u00e0 ad essere buona. Quali sono le prospettive a suo parere?<\/strong>&#13;\nLa Svizzera sta vivendo una fase di alta congiuntura. L\u2019economia \u00e8 cresciuta fortemente per diversi trimestri, le imprese investono e assumono pi\u00f9 personale. Di conseguenza, anche la disoccupazione \u00e8 notevolmente diminuita. Inoltre, gli imprenditori guardano fiduciosi al prossimo futuro. Il volume delle commesse resta ben alto, soprattutto nell\u2019industria, e la buona situazione economica internazionale sostiene le esportazioni. In totale, il Prodotto interno lordo (PIL) dovrebbe crescere del 2,9% nel 2018, il che corrisponde alla crescita pi\u00f9 forte dal 2010. Nel 2019 la crescita dovrebbe perdere di slancio ma comunque restare solida (+2,0%). Negli ultimi mesi si sono tuttavia accentuati importanti rischi per l\u2019economia mondiale. In particolare, vanno menzionate la controversia commerciale internazionale e l\u2019incertezza politica in Europa (programma di governo in Italia, Brexit). In caso di escalation, l\u2019economia internazionale potrebbe essere rallentata e il franco potrebbe subire un\u2019ulteriore pressione al rialzo. Ci\u00f2 avrebbe un effetto frenante significativo sul commercio estero e sulla crescita economica della Svizzera.<\/p>\n\n<p><strong>Per quel che riguarda appunto la controversia commerciale internazionale, qual \u00e8 pi\u00f9 specificamente la posizione della Svizzera sull\u2019attuale ritorno di protezionismo?<\/strong>&#13;\nIl commercio internazionale sta vivendo un\u2019intensificazione di misure protezionistiche tra le grandi potenze economiche. Queste misure presentano in parte una componente tattica, ma celano il rischio di una grave crisi commerciale. Al tempo stesso noto che, nonostante questo clima, l\u2019Unione europea e il Giappone stanno sviluppando le loro relazioni economiche di libero scambio. Un\u2019ulteriore escalation delle misure commerciali determinerebbe maggiori contraccolpi per la Svizzera, che \u00e8 partner di mercati interni pi\u00f9 grandi quali USA, Cina ed UE. Essendo un\u2019economia piuttosto piccola, non ha nemmeno la possibilit\u00e0 di imporre i suoi interessi con eventuali contromisure: quello che conta per la Svizzera \u00e8 pi\u00f9 che altro che tutti i Paesi partner rispettino il diritto commerciale internazionale. Per questo si impegna per la difesa della stabilit\u00e0 dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e continua ad ampliare la sua rete di relazioni di libero scambio, ad esempio con i Paesi latino-americani del Mercosur o l\u2019Indonesia.<\/p>\n\n<p><strong>L\u2019Unione europea rimane un partner commerciale importante per la Svizzera. Qual \u00e8 il suo giudizio sul funzionamento degli Accordi bilaterali tra Svizzera ed UE in vigore e quali sono le prospettive per un eventuale nuovo Accordo quadro con Bruxelles?<\/strong>&#13;\nAvendo un\u2019economia aperta e povera di materie prime, la Svizzera cura i rapporti commerciali storicamente stretti con l\u2019UE. Gi\u00e0 nel 1972 ha stipulato un accordo bilaterale di libero scambio con le istituzioni che hanno preceduto l\u2019Unione attuale. Sono quindi seguiti l\u2019Accordo sulle assicurazioni nel 1989, sette accordi settoriali (Bilaterali I) nel 1999 e i Bilaterali II nel 2004. La Svizzera e l\u2019UE dispongono oggi di oltre venti accordi principali e di un centinaio di altri accordi che consentono a privati e imprese svizzere di accedere al mercato interno dell\u2019UE e che disciplinano la collaborazione tra la Svizzera e l\u2019UE in diversi settori. Consolidare e proseguire la via bilaterale, preservando l\u2019indipendenza e la prosperit\u00e0 nazionale, costituisce una priorit\u00e0 della Svizzera in materia di politica estera. L\u2019Accordo istituzionale \u00e8 inteso a garantire un\u2019applicazione pi\u00f9 unitaria ed efficiente degli accordi bilaterali attuali e futuri sull\u2019accesso al mercato interno dell\u2019UE. Dovrebbe anche preparare la strada per altri accordi sull\u2019accesso al mercato, ad esempio nel settore dell\u2019elettricit\u00e0. Nel corso delle trattative sull\u2019Accordo istituzionale, il Consiglio federale mira a un\u2019intesa con l\u2019UE sui seguenti meccanismi istituzionali: la procedura di recepimento del diritto europeo negli accordi che sottostanno all\u2019Accordo istituzionale (dinamizzazione degli accordi), il controllo sull\u2019applicazione di questi accordi nonch\u00e9 la loro interpretazione e la procedura di composizione delle controversie. Le trattative dell\u2019UE con il Regno Unito sull\u2019uscita di quest\u2019ultimo dall\u2019UE e i loro futuri rapporti nel post Brexit hanno influenzato notevolmente il margine di manovra dell\u2019UE, facendo crescere le aspettative di una rapida conclusione dei negoziati con la Svizzera in ambito istituzionale.<\/p>\n\n<p><strong>Le relazioni economiche tra Svizzera e Italia negli anni scorsi sono rimaste costanti, nonostante i rapporti politici siano stati oggetto di alcune tensioni. Qual \u00e8 la situazione e quali sono ora a suo parere gli scenari possibili per queste relazioni economiche?<\/strong>&#13;\nIl commercio con l\u2019Italia \u00e8 rimasto ad alti livelli anche durante la crisi italiana, il che dimostra come siano stabili e intense le relazioni economiche tra i nostri due Paesi. L\u2019Italia \u00e8 il terzo partner commerciale della Svizzera dopo Germania e Stati Uniti. Anche la Svizzera \u00e8 un partner importante per l\u2019Italia: \u00e8 infatti la sesta destinazione principale delle esportazioni italiane (e il decimo fornitore). Nonostante alcuni dissapori nelle relazioni politiche, questa realt\u00e0 economica \u00e8 troppo importante per essere messa a rischio. Anche per le tensioni in ambito frontaliero servono soluzioni e la volont\u00e0 di trovare nuovi approcci risolutivi, se si considera che circa il 50% degli scambi commerciali con l\u2019Italia \u00e8 concentrato nelle regioni di confine.<\/p>\n\n<p><strong>Molte banche svizzere sono interessate ad avere il libero accesso ai mercati dei servizi finanziari dei Paesi confinanti, dunque anche al mercato italiano, per poter operare direttamente dalla Svizzera, senza obbligatoriamente avere societ\u00e0 controllate in quei Paesi. Mentre con la Germania \u00e8 stato possibile firmare un\u2019intesa che si avvicina al libero accesso, con Italia e Francia ci\u00f2 non \u00e8 stato finora possibile. Ci sono ancora spazi per accordi bilaterali di libero accesso?<\/strong>&#13;\nLa questione \u00e8 ancora attuale, perch\u00e9 la piazza finanziaria svizzera necessita di buone condizioni quadro per le attivit\u00e0 all\u2019estero. Tra queste rientra anche l\u2019accesso ai mercati di rilievo, in particolare quello dell\u2019UE. Purtroppo l\u2019Unione europea e i suoi Stati membri tendono a limitare le operazioni transfrontaliere. La Svizzera si sta adoperando per migliorare la situazione, sia a livello europeo sia a livello bilaterale con gli Stati membri. La Svizzera ha concluso degli accordi con la Germania e l\u2019Austria. Con l\u2019Italia e la Francia sono in corso dei colloqui, ma non mancano le difficolt\u00e0. Il tema non \u00e8 la conclusione immediata di accordi di libero scambio, bens\u00ec l\u2019ammissione reciproca delle attivit\u00e0 commerciali e una stretta collaborazione in materia di vigilanza. Lo scopo dei negoziati \u00e8 di garantire alle imprese elvetiche la possibilit\u00e0 di continuare a offrire i propri servizi alla clientela oltre confine.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"568\" height=\"182\" src=\"https:\/\/www.swisschamber.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Consiglio-federale.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-218\" srcset=\"https:\/\/www.swisschamber.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Consiglio-federale.jpg 568w, https:\/\/www.swisschamber.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Consiglio-federale-300x96.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><figcaption>Il Consiglio federale 2018 in corpore (da sinistra): il consigliere federale Guy Parmelin, la consigliera federale Simonetta Sommaruga, il consigliere federale Ueli Maurer (vicepresidente), il presidente della confederazione Alain Berset, la consigliera federale Doris Leuthard, il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann, il consigliere federale Ignazio Cassis, il cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr.<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>*\u00a0<em>Eletto in Consiglio federale il 22 settembre 2010, Johann Schneider-Ammann ha assunto il primo novembre dello stesso anno la carica di capo del Dipartimento federale dell\u2019economia, della formazione e della ricerca, il DEFR (sino al 2012 DFE, Dipartimento federale dell\u2019economia).<\/em>&#13;\n<em>\u00c8 stato consigliere nazionale per il Partito Liberale Radicale del Canton Berna dal 1999 al 2010, membro della Commissione dell\u2019economia e dei tributi. Nel 2016 \u00e8 stato presidente della Confederazione. Johann Schneider-Ammann \u00e8 nato nel 1952 a Sumiswald (Berna), risiede a Hasle bei Burgdorf (Berna), \u00e8 sposato con Katharina Schneider-Ammann ed \u00e8 padre di due figli (nati nel 1979 e nel 1981).<\/em>&#13;\n<em>Ha studiato elettrotecnica (Dipl. Ing.Politecnico federale, 1977) ed ha conseguito un Master of Business Administration presso l\u2019INSEAD di Parigi-Fontainebleu (1982-1983). \u00c8 stato responsabile di progetto presso la Oerlikon-B\u00fchrle (1978). Nel 1981 \u00e8 entrato nell\u2019impresa meccanica Ammann, dove \u00e8 stato presidente della Direzione del Gruppo e dal 1990 al 2010 presidente del Consiglio d\u2019Amministrazione del Gruppo.<\/em>&#13;\n<em>\u00c8 stato presidente di Swissmem, organizzazione svizzera dell\u2019industria metalmeccanica ed elettrica, membro del Comitato direttivo di economiesuisse (vicepresidente), membro del Comitato direttivo dell\u2019Unione Svizzera degli Imprenditori, membro del CdA di Mikron (presidente), membro del CdA di Swatch e Belenos Clean Power Holding AG, membro del Comitato direttivo della Camera di commercio e dell\u2019industria del Canton Berna, membro del Comitato direttivo dell\u2019Associazione delle imprese svizzere in Germania.<\/em>&#13;\n<em>Johann Schneider-Ammann ha annunciato il 25 settembre scorso che lascer\u00e0 il Consiglio federale alla fine di quest\u2019anno, a pi\u00f9 di otto anni dalla sua entrata.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le relazioni economiche tra Svizzera e Italia non possono esser messe a rischio A colloquio con il consigliere federale Johann Schneider-Ammann, capo del Dipartimento dell\u2019economia, della formazione e della ricerca.\u00a0Intervista a cura di Lino Terlizzi L\u2019economia elvetica in questi anni ha tenuto meglio di quelle di altri Paesi sviluppati, contraddicendo le previsioni negative fatte sia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":15029,"menu_order":27,"template":"","class_list":["post-15120","pubblicazioni","type-pubblicazioni","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.2 - 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