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Doris Leuthard, Presidente della Confederazione

Doris Leuthard

Doris Leuthard*

Nel nostro magazine ci occupiamo in dettaglio della storia dei diritti civili in Svizzera. Qui vogliamo ricordare che il diritto di voto per le donne è stato introdotto solo nel 1971 (!), ma che comunque nel 2011 il Consiglio federale era composto in maggioranza da donne.

Possiamo perciò affermare che in tempi rapidi la Svizzera si è adeguata al trend generale e non esistono più problemi di discriminazione al riguardo?
In effetti le donne svizzere hanno dovuto lottare a lungo per i loro diritti politici. Tuttavia in seguito si sono verificati in tempi brevi progressi sia riguardo alla parità di posizione in famiglia, in ambito professionale e nel campo dell’istruzione, sia al contrasto della violenza domestica. In ambito politico il punto più alto è stato raggiunto con la maggioranza femminile in seno al Consiglio federale, anche se solo per un breve periodo. Inoltre, negli ultimi anni si è verificata una stagnazione riguardo alla partecipazione femminile alla politica nazionale, che oggi si aggira attorno al 30%.
È anche abbastanza sorprendente che vi siano governi cantonali senza rappresentanza femminile.
È perciò necessario incoraggiare sempre più le donne a impegnarsi in politica. A ciò possono contribuire anche i partiti, supportando giovani donne politiche.
Riguardo alla Svizzera, come pure ai Paesi confinanti, è necessario impegnarsi per la parità salariale, per una maggiore compatibilità tra professione e famiglia e per una maggiore rappresentanza femminile in posizioni apicali.

Berna

Palazzo federale di Berna

Quali sono a suo parere gli aspetti più importanti della discriminazione?
Non parlerei di discriminazione. Come ho già rilevato, è necessaria anche la volontà da parte delle donne di impegnarsi. Spesso non è motivabile, e perciò inaccettabile, il divario salariale. Uomini che si impegnano in politica possono spesso contare su donne che li liberano da molti impegni. Il caso contrario è raro.
Ancora oggi stereotipi di genere sono all’ordine del giorno nel senso della concezione del ruolo e dei compiti spettanti a uomini e donne: la donna è responsabile della cura, l’uomo del nutrimento.
Tali percezioni di ruolo restringono le possibilità di sviluppo per ambedue i generi.
Inoltre, molte persone hanno difficoltà a considerare donne in posizioni apicali. Peraltro è provato che team misti offrono risultato migliori. Diversi Paesi, come la Scandinavia, Canada e Francia hanno governi paritetici.

A prima vista appare evidente che in paesi europei come per esempio Germania, Francia, Italia, lnghilterra la presenza femminile nelle posizioni apicali di management è notevolmente più elevata rispetto a quella della Svizzera.
Nel dossier che pubblichiamo sul magazine abbiamo il piacere di intervistare un certo numero di signore “che ce l’hanno fatta”.
Ciò nonostante le chiedo se l’impressione di una certa arretratezza della Svizzera al riguardo corrisponde alla realtà.

Molte imprese hanno adottato misure per incrementare la quota femminile nei quadri dirigenti. La Svizzera necessita di competenze – e ben conosciamo il grande potenziale di donne ben istruite e motivate.
Sono perciò molto lieta che nel frattempo un maggior numero di donne sia presente in posizioni con potere decisionale. I due gruppi energetici svizzeri Alpiq e BKW sono guidati da donne; la presidenza di SBB e la direzione delle Poste è in mano a donne; il progetto per il secondo tubo del tunnel del San Gottardo è diretto da un ingegnere donna. Ciò dimostra che le donne sono pronte ad assumersi responsabilità. Nel 2014 il Consiglio federale ha stabilito una quota di 30% di donne per gli organi direttivi di imprese operanti in ambito federale e oggi propone valori guida per quanto riguarda i generi per gli organi apicali (consigli di amministrazione e organi direttivi) dei grandi gruppi quotati. Noi puntiamo a un mix di incentivi statali e di azioni autonome dell’economia.

Esistono differenze, per esempio tra il settore pubblico e quello privato, tra la Confederazione e i Cantoni, tra le società internazionali con sede in Svizzera e i gruppi svizzeri?
La quota femminile nei quadri direttivi è più elevata nel settore pubblico riguardo a quello privato. I datori di lavoro pubblici sono consapevoli del loro ruolo di apripista. Per quanto mi riguarda, la promozione delle donne è sempre stata una responsabilità apicale.
I direttori di dipartimento sanno che devono prestare attenzione a questo aspetto per quanto riguarda i quadri direttivi. Di conseguenza siamo riusciti a incrementare la presenza femminile nei quadri direttivi sia nel Dipartimento dell’Economia, che ho diretto in precedenza, che nell’attuale Dipartimento di mia competenza dell’Ambiente, dei Trasporti, dell’Energia e della Comunicazione. Per quanto mi riguarda ho più difficoltà a comprendere le differenze nell’ambito dell’economia privata.
Sicuramente è importante la concorrenza internazionale per acquisire i migliori talenti, ai quali appartengono anche le donne, e forse anche la naturalezza con la quale le donne accettano posizioni apicali in altri Paesi.

Che conseguenze per l’economia e la società derivano dal ruolo ancora relativamente limitato delle donne?
Quale è l’apporto che le donne sono in grado di garantire al contesto socio-economico svizzero?

La sua percezione è errata. In Svizzera le donne svolgono un ruolo molto importante in società, economia, scienza, cultura e politica. In tal senso, la quota delle donne sul mercato del lavoro è uno dei più elevati in ambito internazionale.
Inoltre le donne svolgono opera (non retribuita) di assitenza e volontariato in genere, che sono di grande importanza per l’economia svizzera.
L’iniziativa riguardante professioni specializzate lanciata dal Consiglio federale contribuisce a sfruttare ancora meglio questo potenziale, considerando che tra l’altro si pone anche l’obiettivo di promuovere la partecipazione ai processi produttivi delle donne ben istruite.
Tuttavia dobbiamo anche occuparci della formazione.
Molte professioni richiedono una predisposizione matematico-scientifica. Perciò è molto utile riuscire a motivare le ragazze in tal senso.

Posso chiederle se nella sua carriera politica ha incrociato particolari situazioni di discriminazione o disagio?
No. Tuttavia, in politica le donne sono più esposte e vengono talvolta considerate riduttivamente in base a esteriorità come la pettinatura o l’abbigliamento, ciò che riguardo agli uomini è in genere irrilevante.
Io penso che in politica le donne apportino un’altra ottica, forse dirigono anche in un modo più partecipativo. Le donne in posizioni decisionali interpretano questa funzione certamente meno in virtù del potere, quanto soprattutto in virtù di responsabilità. Ogni persona ha una propria personalità e propri valori.
Per quanto mi riguarda, come si lavora, come ci si presenta e come si argomenta non dipende dal genere. Ogni uomo politico, ogni donna politica vuole forgiare il futuro!

Consiglio

Consiglio federale 2017

Inevitabilmente, l’evoluzione generazionale e il confronto internazionale creano maggiori opportunità anche per le donne.
Ciò nonostante, quale misure ritiene necessarie per favorire il concetto delle pari opportunità nel settore pubblico e privato?

Dobbiamo agire su diversi fronti per raggiungere l’obiettivo di pari opportunità. È un impegno per lo stato e per l’economia, ma dobbiamo rivolgerci anche alle coppie. Deve essere concordata una corretta allocazione dei compiti famigliari e domestici. Le pari opportunità iniziano in ambito domestico e famigliare. E poi è una decisione autonoma della donna di cogliere le opportunità!

Quale è lo status delle relazioni italo-svizzere?
Le relazioni tradizionalmente buone tra Svizzera e Italia sono forgiate da stretti collegamenti in ambito economico, politico, umano e culturale; da una lingua comune e da frequenti incontri ad ogni livello.
In questo contesto attualmente collaboriamo bene su problemi come la migrazione e il traffico.

Quali sono i punti controversi ancora da chiarire?
Dal maggio 2012 la Svizzera e l’Italia dialogano sul contesto fiscale. Con la firma della “roadmap” su questioni fiscali e del protocollo di variazione dell’accordo sulla doppia imposizione nel febbraio 2015 è stato compiuto un importante passo per la soluzione delle questioni aperte. Nel dicembre 2015 la Svizzera e l’Italia hanno parafato un accordo sull’imposizione dei frontalieri. Questo accordo concretizza uno degli obblighi più importanti che Svizzera e Italia hanno assunto con la “roadmap”.
Ora dovrebbe essere firmato. Inoltre, la Svizzera ha postulato, tra l’altro in occasione della visita del 5 maggio 2017 della Presidente della Confederazione Leuthard presso il Presidente del Consiglio Gentiloni, una soluzione soddisfacente per ambo le parti per quanto riguarda l’accesso degli istituti finanziari svizzeri al mercato italiano.

In particolare, lei prevede una distensione nel Cantone Ticino?
La quotidiana pressione all’ingresso dei pendolari è effettivamente notevole. Il Consiglio federale è consapevole della particolare situazione del Ticino, delle sfide che ne derivano e del suo particolare ruolo di ponte tra la Svizzera e l’Italia.
Sono lieta che tra il Ticino e i suoi vicini dell’Italia settentrionale si sviluppi un intenso scambio transfrontaliero, positivo per tutta la regione. Ma deve essere equilibrato.

Quali sono le priorità che lei pone al suo Dipartimento, in particolare riguardo ai grandi temi infrastrutturali (energia e trasporti)?
Riguardo alla politica dei trasporti e dell’energia, come pure allo sviluppo delle infrastrutture, esiste una stretta collaborazione. In tal senso insistiamo con particolare attenzione sui progressi riguardo al completamento della rete di collegamento tra Lombardia e Ticino.

In generale, come si evolvono i rapporti con l’Unione europea, in particolare riguardo alla libera circolazione delle persone?
Al riguardo, quale è l’impatto di Brexit?
Il 16 dicembre 2016 il Parlamento svizzero ha approvato le modifiche legislative per l’applicazione delle disposizioni costituzionali riguardanti l’immigrazione, compatibili con il trattato di libera circolazione (TLC).
Le modifiche deliberate riguardano misure concernenti persone in cerca di occupazione appartenenti a gruppi professionali, ambiti lavorativi e aree economiche nelle quali la disoccupazione è superiore alla media.
In conseguenza si sono potuti conseguire ulteriori progressi a livello politico e tecnico. In luglio è stato attualizzato un accordo per la riduzione di ostacoli tecnici allo scambio commerciale. In agosto il Consiglio federale e la Commissione europea hanno approvato la firma di un accordo per la connessione dei sistemi di scambio di emissioni.
Il Consiglio federale persegue il rafforzamento delle relazioni bilaterali con l’UE.
Il mantenimento e lo sviluppo del percorso bilaterale passano attraverso il chiarimento delle regole istituzionali, dove proseguono le trattative. La Svizzera, diversamente dalla Gran Bretagna, rimane parte del mercato interno e perciò è il terzo partner commerciale dell’UE. Per quanto concerne Brexit, gran parte delle relazioni della Svizzera con il Regno Unito si basano oggi sugli accordi bilaterali Svizzera – UE.
Perciò anche la Svizzera deve trovare una soluzione a seguire. Nel frattempo tutti gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE mantengono la loro validità. Il Consiglio federale si impegnerà per la continuità e il mantenimento dei diritti acquisiti tramite l’accordo di libera circolazione delle persone.

La forza della valuta svizzera e l’elevato costo interno pongono una seria ipoteca sulla competitività dell’economia svizzera, che non è sicuro possa essere salvaguardata all’infinito tramite le politiche di ricerca e sviluppo, che sinora sono state un fattore positivo.
Quale è il suo pensiero al riguardo?

Non condivido la sua visione pessimistica. La congiuntura mondiale si è rafforzata su un’ampia base. Da anni l’area Euro è di nuovo in fase di crescita; negli Stati Uniti e in Giappone la crescita accelera sensibilmente.
Nel 2° trimestre la Cina ha continuato a crescere in modo robusto. Il franco svizzero si è sensibilmente indebolito rispetto all’Euro, mentre l’Euro reale si è rafforzato. Parti della nostra economia si stanno riprendendo dallo choc del franco.
Le prospettive dell’economia mondiale per il 2017 e il 2018 continuano ad essere positive e il commercio estero della Svizzera ne trae vantaggio.
Per quanto riguarda la competitività la Svizzera da anni si colloca inattaccata al primo posto del WEF – Competitiveness Report.
La classifica dell’Istituto di Management IMD dimostra inoltre che molti Paesi che si collocano nei Top Ten della digitalizzazione sono riscontrabili anche nelle prime posizioni delle classifiche generali di competitività.
A questo gruppo appartengono la Svizzera, Singapore, gli Stati Uniti e la Danimarca.

Gentile signora Presidente Leuthard, la ringraziamo per la sua disponibilità.

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* Nella sua qualità di capo del Dipartimento Federale dell’Ambiente, dei Trasporti, dell’Energia e della Comunicazione (DATEC) la Presidente della Confederazione Doris Leuthard è uno dei sette membri del Consiglio federale, l’organo esecutivo della Svizzera. Per la seconda volta dopo il 2010, nel 2017 ricopre la carica di Presidente della Confederazione. DATEC basa le proprie strategie sui principi della sostenibilità, che sono applicati nei settori dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia, della comunicazione, come pure della pianificazione territoriale. Come capo di DATEC Doris Leuthard è responsabile di sette Uffici Federali. Questi sono competenti per la realizzazione concreta e la verifica delle disposizioni politiche del Parlamento e del Consiglio federale nell’ambito di ambiente, trasporti, energia e comunicazione. Prima di assumere la posizione di capo del DATEC al 1° novembre 2010 Doris Leuthard è stata a capo (dall’agosto 2006 all’ottobre 2010) del Dipartimento Federale dell’Economia (DFE). In questa funzione è stata responsabile per lavoro, formazione professionale, tecnologia, innovazione, agricoltura, edilizia abitativa, approvvigionamento nazionale, come pure della politica commerciale. Ha rappresentato la Svizzera tra gli altri presso WTO, OECD, FAO e la Banca Mondiale e ha presieduto l’EFTA. Dal 1999 al 2006 Doris Leuthard è stata consigliera nazionale del Cantone Argovia; dal 2004 al 2006 è stata presidente del Partito Popolare Democratico Svizzero. Mentre era consigliera nazionale ha fatto parte delle seguenti commissioni: Affari Giuridici, Istituzioni Politiche, Giudiziaria, Economia e Tributi. La Consigliera Federale Leuthard è nata nel 1963. Ha studiato diritto all’Università di Zurigo, con soggiorni a Parigi e Calgary ed è stata partner in uno studio legale. È coniugata con il dr. Roland Hausin.


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