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Svizzera, un ponte per l’Italia

Le sfide del futuro: uno sguardo sulle prospettive della presenza svizzera in Italia. Di Giorgio Berner

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In occasione del centenario della fondazione della Camera di Commercio Svizzera in Italia, avvenuta nel 1919 a Genova, si è deciso di pubblicare (con la consulenza editoriale di Hoepli) un volume dedicato a questa ricorrenza, al quale è stato dato il titolo “Svizzera, un ponte per l’Italia”.

Infatti, nel corso di un secolo, la Svizzera ha svolto in misura crescente la funzione di ponte tra il Nord Europa e l’Italia. Basterebbe pensare che la Camera di Commercio Svizzera è stata fondata a Genova e che, cento anni dopo, la Svizzera con i suoi trafori alpini offre a Genova, una volta ultimato il Terzo Valico, un’imperdibile occasione di sviluppo come snodo di importantissimi traffici internazionali.
Ovviamente, avremmo voluto approfondire il ruolo svolto dalla Camera nella prima metà del secolo scorso; purtroppo tutto l’archivio è andato perduto in un’incursione aerea nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Ma questo evento negativo ci ha dato l’occasione di concentrarci sul presente e sul futuro. Questo è dunque il focus principale di “Svizzera, un ponte per l’Italia”.

Il volume si apre con i saluti istituzionali da parte del Presidente della Confederazione Svizzera Ueli Maurer, dell’Ambasciatrice di Svizzera a Roma Rita Adam e del Presidente di Unioncamere Carlo Sangalli. Siamo grati per questa significativa testimonianza di stima.

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Un primo inquadramento del contesto economico del secolo trascorso è offerto da Fabrizio Onida, Professore emerito di Economia internazionale presso l’Università Bocconi, nel suo significativo contributo “L’evoluzione del commercio e degli investimenti mondiali nel secondo dopoguerra”. Partendo da uno sguardo retrospettivo e dall’analisi dei fatti salienti della globalizzazione, il prof. Onida definisce i fattori che più hanno contribuito alla modifica strutturale degli scambi internazionali: il General Agreement on Tariffs and Trade (GATT), le trasformazioni nella geografia degli scambi mondiali, il crescente peso degli scambi intra-manifatturieri e delle catene globali del valore, il crescente ruolo dei servizi nel commercio mondiale, la dinamica accelerata degli investimenti diretti mondiali e il crescente potere economico-politico delle imprese multinazionali e, infine, l’acutizzarsi delle disuguaglianze sociali all’interno dei paesi come effetto di una globalizzazione non governata.

Nel saggio “Un secolo di commerci tra Svizzera e Italia”, Lino Terlizzi (giornalista economico) esamina in profondità l’evoluzione dei rapporti economici tra i nostri due Paesi, sullo sfondo dello sviluppo dell’economia internazionale, con uno sguardo (ove possibile!) all’attività della nostra Camera. L’analisi, molto documentata, si focalizza sui periodi più significativi: 1919-39 (Lo slancio e le barriere); 1940-51 (La guerra e la ricostruzione); 1952-99 (I “Trenta Gloriosi”); 2000-19 (Globalizzazione e tecnologia protagoniste). Un’affascinante cavalcata attraverso i decenni più significativi della recente storia economica che ci conduce direttamente al presente e al futuro.

Di questa tematica si occupa Gianfranco Fabi, giornalista economico, nel suo contributo “Le aziende svizzere in Italia: realtà e prospettive, valori e testimonianze”. Sulla base di autorevoli contributi da parte di importanti gruppi internazionali svizzeri operanti in Italia (ABB, Alpiq, Axpo Italia, Helvetia, Hoval, Hupac, Lindt Italia, Novartis, Repower, Ricola, Roche, Schindler, Switzerland Cheese Marketing, Swiss Post Solutions, Swiss Re, UBS, Victorinox, Zurich) Gianfranco Fabi documenta la forte presenza svizzera in Italia nel campo dell’industria e dei servizi e gli interessanti progetti per i prossimi anni.

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Indubbiamente, la spettacolare evoluzione della mobilità in e attraverso la Svizzera ha ricevuto un importante impulso, anche mediatico, dalla realizzazione dei trafori ferroviari alpini (Loetschberg e San Gottardo), rispettando budget finanziari e tempi. Partendo dal ruolo storicamente fondamentale svolto dal controllo dei valichi alpini nel processo di creazione della Confederazione elvetica, il professor Remigio Ratti, economista e ricercatore interdisciplinare, nel suo saggio “Evoluzione e prospettive del sistema di trasporti italo-svizzero” analizza l’impatto sui collegamenti tra Italia e Svizzera e di conseguenza sui rapporti economici, delle fondamentali tappe: la galleria ferroviaria del San Gottardo (1882), l’asse ferroviaria transalpina svizzera come arteria principale del commercio estero italiano fino al 1970; l’apertura della galleria autostradale del San Gottardo (1980) e le incertezze riguardanti l’evoluzione della politica del transito; la realizzazione delle gallerie ferroviarie di base (AlpTransit); le prospettive del corridoio europeo dei due mari TENT Rotterdam/ Anversa-Genova.

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Abbiamo pensato che fosse interessante esaminare più da vicino i rapporti non solo economici tra l’Italia e i Cantoni confinanti (Ticino, Grigioni, Vallese). Siamo grati a due autorevoli autori: Manuele Bertoli (Consigliere di Stato del Canton Ticino e Direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport) e Jon Domenic Parolini (Presidente del Governo del Cantone dei Grigioni) per averci offerto un quadro molto completo ed estremamente interessante del rapporto dei rispettivi Cantoni con l’Italia.

Nel capitolo successivo “Gli obiettivi e le attività di Swiss Chamber” abbiamo ritenuto utile riprodurre le riflessioni di Giorgio Berner e Alessandra Modenese-Kauffmann, rispettivamente presidente e segretario generale della Camera, in merito al suo posizionamento attuale e all’evoluzione futura. Tra l’altro, in questo capitolo sono riprodotti gli unici documenti ufficiali che ci rimangono con riferimento alla costituzione della Camera nel 1919! Sin dall’inizio la Camera ha pubblicato un suo bollettino, i cui primi numeri sono purtroppo andati perduti. Indubbiamente, con l’accentuarsi della funzione di comunicazione della Camera, il bollettino che progressivamente si è evoluto e trasformato nel magazine “La Svizzera” ha assunto una crescente importanza. Nel suo contributo “La Svizzera: storia di una rivista” Enrico Marro ripercorre la storia della rivista, che ha visto la sua progressiva e significativa evoluzione dal punto di vista dei contenuti e della veste grafica. Un testimone eloquente del dinamismo della Camera.

Dal 1952 in poi, la presenza svizzera a Milano è stata ben rappresentata dal Centro Svizzero di Via Palestro. L’architetto Valentin Bearth, dello Studio “Bearth & Deplazes Architetti” ha ben delineato questo ruolo nel suo saggio “Il Centro Svizzero, Sala Meili, Swiss Corner. Luoghi emblematici della presenza svizzera a Milano”. Il prof. Bearth, docente presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio, espone gli aspetti urbanistici, architettonici e simbolici del Centro Svizzero, in particolare dello Swiss Corner, una struttura da lui progettata su incarico della nostra Camera.

Il capitolo successivo “Imprenditori svizzeri in Italia: fra storia e memoria” si occupa, a cura di Marino Viganò, delle vicende di alcune famiglie di imprenditori svizzeri che hanno svolto un ruolo significativo nello sviluppo dell’economia italiana (Boringhieri, Bucher, Caflisch, Hoepli, Legler, Stauffer, Stucky, Sutter, Wirth). È stato necessario scegliere alcuni esempi tra le innumerevoli storie imprenditoriali svizzere in Italia, ma riteniamo che le nostre scelte offrano un quadro vario e completo di questa vicenda.

Segue la “Storia di 100 anni di buon vicinato: successi e problemi, curiosità, alcuni primati, qualche ritardo…”, dove si ripercorre la storia recente dei rapporti italo-svizzeri, citando le evoluzioni del contesto europeo, gli accordi italo-svizzeri sull’emigrazione, i Premi Nobel destinati a cittadini svizzeri; ma anche le più importanti date nelle vicende culturali elvetiche o i successi sportivi di Hugo Koblet e Roger Federer.

Riteniamo di svolgere un piccolo, ma interessante servizio alla comunità svizzera, e non solo, in Italia, presentando un panorama sufficientemente completo de “La presenza svizzera in Italia”. Parliamo del Consolato generale, di Switzerland Global Enterprise, di Svizzera Turismo, della Ferrovia Retica, delle Società Svizzere, delle Scuole Svizzere, della Fondazione “La Residenza”, dell’Istituto Svizzero. Il tutto completato da un’interessantissima e sostanzialmente completa tabella cronologica.
Il volume si chiude con la lista dei Presidenti e dei Segretari Generali/Direttori, con la bibliografia completa e con i ringraziamenti di rito. La veste tipografica è accuratissima e la traduzione completa in inglese a fronte assicura una possibile distribuzione a livello non solo italiano.

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