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Giorgio Berner

Giorgio Berner

Care amiche e cari amici,
questa è l’ultima volta che mi rivolgo a voi da queste colonne; infatti l’Assemblea generale della Camera del 14 maggio ha eletto il suo nuovo presidente, Barbara Hoepli, prima signora in questo ruolo nella storia della nostra Camera, alla quale rivolgo un sincero e affettuoso augurio e, soprattutto, il mio apprezzamento per lo spirito di servizio nei confronti dei nostri due Paesi con il quale affronta questa nuova sfida.
Barbara potrà contare sull’efficienza e sullo spirito imprenditoriale della struttura della Camera, guidata da Alessandra Modenese–Kauffmann. Anche ad Alessandra e a tutto il team vanno la mia assoluta stima e la riconoscenza per la splendida collaborazione, professionale e personale, di questi anni.

Non mi soffermo oltre su ringraziamenti e saluti che in queste settimane hanno ricevuto il dovuto risalto.
Ma non posso non rivolgere un cordiale saluto al nostro caro Console generale Félix Baumann, che lascia Milano per una prestigiosa funzione presso le Nazioni Unite a Ginevra. Pur nelle remore di rigide procedure, la collaborazione con il Consolato generale guidato da Félix Baumann è stata eccellente ed esprimo a nome della Camera il nostro ringraziamento per la sua vicinanza, augurandogli una carriera piena di soddisfazioni.

Il nostro magazine “La Svizzera” deve essere un fattore importante per il raggiungimento dei nostri obiettivi; un mezzo essenziale per la conoscenza reciproca delle realtà d’Italia e Svizzera, presupposto per una collaborazione sempre più aperta, empatica e sinergica. Ma il nostro magazine vuole anche essere un’espressione dell’eccellenza che noi vorremmo fosse una caratteristica evidente della Camera.

Abbiamo raggiunto questo obiettivo?
A giudicare dai molti giudizi positivi direi proprio di sì. Vorrei ringraziare tutti i lettori che ci seguono con attenzione, certamente tutti coloro che ci apprezzano, ma anche chi, nel corso di questi anni, ha espresso critiche e suggerimenti utili per “migliorare il prodotto”.
Anche se ovviamente la vita del magazine va oltre il termine della mia presidenza, questo è un buon momento per esprimere la nostra riconoscenza a chi ha realizzato il magazine così come è oggi.
Penso agli autori (in particolare ai nostri columnist stabili Gianfranco Fabi e Lino Terlizzi), ai responsabili delle varie rubriche professionali, alle importanti personalità che ci hanno concesso spesso illuminanti interviste (e, come cittadino, sono felice di testimoniare la facilità con la quale abbiamo potuto contattare autorità politiche e alti funzionari dell’amministrazione elvetica). Last but not least, penso al team di Zack Goodman, guidato da Riccardo Belli, che ha realizzato una veste editoriale di grande impatto ed eleganza. Dulcis in fundo ringrazio la nostra organizzazione interna: grazie ad Alessandra Modenese-Kauffmann, coerente e convincente garante del progetto “rivista”, e soprattutto Francesca Donini, intelligente, instancabile, concreta, sempre sorridente anima de “La Svizzera” e, recentemente, del libro per il centenario della Camera.

A questo punto possiamo tranquillamente abbandonarci a immaginare il futuro del nostro magazine.
Certamente, il momento è tutt’altro che tranquillo. La situazione economica non favorisce certo l’acquisizione di pubblicità, essenziale per coprire i costi di produzione. Sinora, ma con difficoltà un po’ in crescita, siamo sempre riusciti nell’intento! Ma è chiaro che la forza d’attrazione per iniziative pubblicitarie dipende molto dal ruolo che le aziende attribuiscono al magazine, che – pur bello e interessante – può essere considerato un prodotto di nicchia.

Quali sono le condizioni per garantire un futuro positivo e propositivo per la nostra rivista?
A mio parere, la Camera dovrà occuparsi dei seguenti aspetti:
• un’impostazione liberale, solidale, rispettosa dei valori d’Italia e Svizzera
• tematiche attuali, orientate al futuro, interessanti per ambedue i Paesi
• autori e ospiti di qualità e di sicura attrattiva
• veste editoriale di alto livello
• perfezionamento delle versioni digitali
• verifica degli aspetti linguistici
• opzioni per l’aumento di tiratura
• ottimizzazione della distribuzione
• collaborazione con altri operatori del mondo dell’informazione e soprattutto: qualità, qualità, qualità!

Il mondo cambia, l’informazione cartacea è in una fase di ripensamento, se non addirittura di crisi, la copertura pubblicitaria è sempre più una corsa ad ostacoli. Insomma, nel corso dei prossimi anni il ruolo del nostro magazine dovrà essere costantemente aggiornato.
Personalmente sono convinto che “La Svizzera” potrà continuare a svolgere un’importante funzione di informazione positiva e realistica e a testimoniare l’eccellenza della nostra Camera.
In ogni caso, chi nel corso degli ultimi anni ha contribuito alla crescita del nostro magazine ha certamente faticato, ma con grande soddisfazione!

Grazie a tutti voi, care lettrici e cari lettori, e buona fortuna a tutti!

Giorgio Berner

team


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