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Intervista a Peter Maurer, Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa

Concepita da Henri Dunant dopo la battaglia di Solferino, la Croce Rossa Internazionale rimane l’istituzione più rispettata a difesa delle vittime delle guerre e delle violenze.

Peter Maurer

Peter Maurer*

Signor Presidente Maurer, innanzitutto la ringraziamo per la sua disponibilità. Le origini storiche della Croce Rossa sono ben note, ma sarebbe interessante conoscere le fondamenta del particolare legame della Croce Rossa Internazionale con la Svizzera.
Per oltre 150 anni il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha operato per portare aiuto alle vittime di conflitti e violenza armata e per promuovere leggi per proteggere queste persone. In effetti, ai suoi inizi la storia della Croce Rossa è stata una storia svizzera; tuttora siamo fieri di questa tradizione e dei forti e importanti legami attuali con la Svizzera. La Croce Rossa fu costituita dopo che un giovane svizzero, Henri Dunant, fu testimone oculare di tragedie e orrori durante la battaglia di Solferino. Egli fece un appello per la creazione di società nazionali di assistenza per soccorrere i feriti di guerra di qualsiasi parte in causa, ponendo le basi per la creazione della Convenzione di Ginevra. Nel 1863 Dunant si unì ad altri quattro ginevrini per creare il Comitato Internazionale per il Soccorso ai Feriti, che sarebbe poi diventato il Comitato Internazionale della Croce Rossa. Il suo emblema era una croce rossa su sfondo bianco: l’inverso della bandiera svizzera. L’anno seguente 12 governi adottarono la prima Convenzione di Ginevra, una pietra miliare nella storia dell’umanità, offrendo assistenza ai feriti e definendo i servizi medici come “neutrali” sul campo di battaglia. Oggi, con il quartier generale di Ginevra, il CICR estende le sue operazioni ai conflitti e alle situazioni di violenza in tutto il mondo, con 14.500 collaboratori in più di 80 paesi; siamo fieri del nostro respiro internazionale. Gli statuti del CICR mantengono tuttavia un saldo legame con la Svizzera, disponendo che il suo ente di governo, l’Assemblea, e il Presidente debbano essere cittadini svizzeri.

Quale è il mandato della Croce Rossa Internazionale e chi glielo ha conferito?
Essenzialmente, il CICR opera come un’organizzazione umanitaria neutrale, imparziale e indipendente che stabilisce in modo autonomo i propri approcci e le priorità operative. Questi sono i tre principi che guidano ogni nostra azione e ai quali aderiamo incondizionatamente. In breve, il mandato del CICR basa sul principio che non può essere effettuata alcuna distinzione tra le vittime della guerra: la nostra priorità è di fornire assistenza emergenziale a coloro che sono in difficoltà, a prescindere da nazionalità o qualsiasi altra distinzione. Inoltre incoraggiamo lo sviluppo e il rispetto della legislazione umanitaria internazionale da parte di tutte le parti armate. Più tecnicamente, il mandato del CICR è basato sulle Convenzioni di Ginevra del 1949, i Protocolli Aggiuntivi, gli statuti di ICRC – e quelli della Croce Rossa Internazionale e del Movimento della Mezzaluna Rossa – e sulle risoluzioni delle Conferenze Internazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. È stato su iniziativa del CICR che gli stati hanno adottato l’originale Convenzione di Ginevra del 1864. Da allora il CICR, con il supporto di tutta la Croce Rossa e del Movimento della Mezzaluna Rossa, ha sempre sollecitato i governi ad adattare il diritto umanitario internazionale ai cambiamenti del contesto generale, in particolare ai moderni sviluppi delle modalità di guerra, in modo da offrire protezione e assistenza alle vittime più efficace. Oggi tutti gli stati sono vincolati alle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 che in tempo di guerra proteggono membri delle forze armate, prigionieri di guerra e civili feriti, ammalati o dispersi.

Certamente la Croce Rossa Internazionale è a-politica; ma può rinunciare a “far politica”?
Il CICR è politicamente neutrale. Questa neutralità ci consente di avere un impatto più efficace a livello globale. La neutralità accresce la fiducia delle parti nei confronti del CICR, che spesso gli garantisce accesso a territori preclusi ad altri. Per esempio in Ucraina il CICR è la sola organizzazione umanitaria internazionale presente e attiva su tutti i versanti del conflitto. I nostri interlocutori sanno che il CICR opera per soluzioni umanitarie con un approccio totalmente non-politico. Ogni vittima di conflitti e violenze ha diritto a ricevere assistenza e protezione e il CICR opera esclusivamente sulla base di esigenze e di massima vulnerabilità. Vi sono situazioni in cui il CICR è stato invitato a fare compromessi sulla neutralità, ma tali richieste sono sempre state rifiutate, perché siamo consapevoli del disastroso impatto che ciò avrebbe sulla nostra capacità di acquisire fiducia, condizione essenziale per soccorrere le persone in difficoltà. Per esempio, quando taluni governi si sono offerti di donare fondi per assistere le vittime di una sola parte in causa, il CICR non ha accettato tali fondi.

Quale è il budget annuale della sua organizzazione? Come reperite i fondi e quale è il contributo della Svizzera?
Nelle proprie politiche di reperimento di fondi per far fronte ai crescenti bisogni umanitari, il CICR accetta contributi solo da coloro che ne rispettano l’indipendenza e l’imparzialità d’azione. Il budget è sostenuto principalmente da donazioni volontarie dei governi e dalle organizzazioni nazionali della Croce Rossa e della Società della Mezzaluna Rossa. Il CICR accetta con piacere il supporto finanziario di nuovi donatori. Per il 2017 la spesa totale del CICR ammonta a 1,84 miliardi di franchi svizzeri, di cui la grande maggioranza (1,64 miliardi) è destinata a operazioni sul campo. Finora, nel 2017 dalla Svizzera sono pervenuti contributi per 146 milioni di franchi svizzeri, destinati al quartier generale e a operazioni sul campo.

Quale è il ruolo della Croce Rossa Italiana riguardo all’accoglienza dei migranti provenienti dal Mediterraneo?
Il CICR è molto preoccupato riguardo al welfare per migranti e rifugiati giunti in Europa in moltitudini senza precedenti, spesso dopo un viaggio drammatico. In molti paesi nei quali il CICR opera, lavoriamo in partnership con le locali Società Nazionali facenti parte del più ampio Movimento della Mezzaluna Rossa per far fronte alle necessità di coloro che hanno bisogno di assistenza. Il nostro lavoro in Italia ne costituisce un buon esempio. Lavorando in partnership con le Società della Croce Rossa Italiana e Francese, il CICR ha aiutato i migranti a ristabilire il contatto con le loro famiglie. Molti migranti non avevano parlato con le proprie famiglie per mesi e nutrivano grandi timori per la loro sorte. Sono state create due stazioni per ristabilire i contatti famigliari; una alla stazione ferroviaria e l’altra alla frontiera, dove i migranti potevano usare gratuitamente telefoni mobili e internet. Operando in partnership con le Società Nazionali in Italia e Francia, il CICR dispone di un maggiore impatto che non operando isolatamente. In tutto il mondo, le nostre operazioni sono potenziate tramite la partnership con Società Nazionali come la Croce Rossa Italiana, che dispone di una conoscenza e comprensione approfondita del contesto nazionale e spesso è in grado di facilitare l’accesso a comunità bisognose.
Potete approfondire il problema visitando il sito della Croce Rossa Italiana: https://www.cri.it/home

Attualmente il contesto internazionale è caratterizzato da una crescente turbolenza e confusione; in particolare del mancato rispetto delle più elementari regole umanitarie.
Quale è il ruolo del CICR in questo scenario e quali sono i cambiamenti che questa situazione impone alla sua organizzazione?

È impossibile aprire un giornale senza leggere notizie terribili, come i bombardamenti degli ospedali di Aleppo, o la crisi alimentare in Yemen o altri paesi. Attualmente al mondo non esiste solo una crisi umanitaria principale. Piuttosto, esiste una miriade di crisi da conflitto diverse, complesse e spesso interconnesse – per nessuna delle quali al momento si individuano soluzioni politiche fattibili e ognuna delle quali comporta conseguenze umanitarie profonde e immense. In Siria sei anni di combattimenti hanno decimato intere parti del paese e la loro popolazione, creando una mega-crisi umanitaria che travalica i confini nazionali e non mostra segnali di miglioramento. Tuttavia le caratteristiche del conflitto siriano non sono affatto atipiche nel contesto globale odierno. Conflitti armati multipli e protratti nel tempo, in costante urbanizzazione, spesso con ripercussioni regionali sono caratterizzati da reti complesse di parti belligeranti asimmetriche, in particolare con gruppi armati non statali frammentati e in continua moltiplicazione; sono caratterizzati anche da una diffusa mancanza di rispetto per le norme internazionali umanitarie più fondamentali, dove invariabilmente i civili sopportano il peso della brutalità dei combattimenti. La questione del rispetto delle norme di guerra è fondamentale. In dicembre 2016 abbiamo pubblicato i risultati di un’inchiesta tra 17’000 persone riguardo alla loro opinione in merito alle norme internazionali umanitarie. Ci ha profondamene colpito constatare che la vasta maggioranza crede nell’importanza delle norme di guerra e nella necessità di imporre limiti alle modalità di conduzione dei conflitti. Il sondaggio ha anche evidenziato la divaricazione tra l’opinione della gente, che considera inaccettabile colpire civili, ospedali e operatori umanitari e per contro le politiche e azioni effettuate da stati e gruppi armati. Il CICR non si discosterà mai dal suo approccio neutrale, imparziale e indipendente, che consente di avere accesso e prossimità alle persone coinvolte in conflitti armati e di meglio proteggerle e assisterle. Ciò sostiene anche il ruolo di intermediario neutrale di ICRC, che in luoghi come la Colombia può esercitare varie funzioni critiche, come per esempio facilitare il rilascio di persone sequestrate da gruppi armati. Le posizioni di principio sono cruciali per perseguire azioni umanitarie di rilievo, ma lo sono anche pragmatismo e partnership – con un sempre più ampio ambito di possibilità di partecipazione di pubblico e privato.
Solo tramite un’intelligente collaborazione, specie nel contatto e nella responsabilità verso le vittime, noi possiamo sperare di rispondere con efficacia alla moltitudine di bisogni umanitari derivanti dagli attuali conflitti armati e contesti di violenza.

* Nato nel 1956, studiò storia e diritto internazionale. Nel 1987 entrò nel servizio diplomatico svizzero, nel 1996 fu trasferito a New York come vice osservatore permanente presso la Missione svizzera alle Nazioni Unite. Nel 2000 divenne ambasciatore. Successe a Jakob Kellenberger come presidente della CICR il 1° luglio 2012. Le priorità della presidenza di Maurer sono: rafforzare la diplomazia umanitaria, rispetto del diritto umanitario internazionale da parte degli Stati e degli attori impegnati e migliorare l’aiuto umanitario attraverso l’innovazione e nuove partnership. Sotto la sua guida l’organizzazione ha incrementato il bilancio da 1,1 miliardi di franchi nel 2011 a oltre 1,8 miliardi di franchi nel 2016.


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